Sant’Agata sul Santerno, anziani narcotizzati e derubati dei risparmi di una vita

Storditi e indotti a consegnare tutti i risparmi e i ricordi di una vita intera. Ammonta a circa 100mila euro il bottino sottratto a due anziani non ancora novantenni, sposati da 62 anni e da sempre residenti nella loro casa nelle prime campagne di Sant’Agata sul Santerno. Ed è proprio qui che verso le 11 di mattina di qualche giorno fa un uomo suona il campanello interrompendo la loro quiete.

«Mi ha detto che doveva controllare i rubinetti dell’acqua – racconta il marito – perché c’erano stati dei lavori e poteva esserci del mercurio in circolo. Noi non abbiamo mai fatto entrare nessuno in casa e avrei lasciato fuori anche lui, ma deve avermi spruzzato qualcosa nel viso dal cellulare che teneva in mano. Non posso sapere cosa, so solo che mi ha stordito e ricordo vagamente che l’ho assecondato in tutto ciò che mi ha chiesto. L’ho fatto entrare in casa e salire da mia moglie. Quando se l’è trovata davanti le ha spruzzato la stessa sostanza, solo che lei ha dei problemi seri di salute e poteva ammazzarla».

Ben vestito

Il malvivente, che avrebbe agito in solitaria mentre almeno un complice lo attendeva in auto, viene descritto dalla coppia come un trentenne ben vestito, senza tuta da lavoro, e dall’accento simile a quello marchigiano.

Quella del gas narcotizzante (tra cui il protossido di azoto, il ciclopropano e il cloruro di etile) è una tecnica sempre più utilizzata perché permette di addormentare, o stordire se l’inalazione è minore, le vittime per poter agire indisturbati.

«Non riuscivo più a respirare e mi sembrava di morire – prosegue emozionata la moglie –. Ho dei gravi problemi di salute e per vivere indosso un busto di ferro per agevolare la respirazione e non collassare, ma quel maledetto gas me l’aveva quasi bloccata. Mi ha talmente imbambolato che è riuscito a farmi aprire la cassetta di sicurezza, della quale nessuno sapeva l’esistenza, dalla quale ho tolto tutto: alcune decine di migliaia di euro e alcune migliaia di dollari, che tenevo per nostro nipote che vive in America. E poi tutto il mio oro, gli anelli, le collane e l’orologio che mi lasciò mio fratello. Sono disperata e non riesco più a dormire, non riesco ancora a capire cosa ci sia successo».

Sfiducia nelle banche

Solamente un’ora dopo i due coniugi iniziano a riprendersi e connettere. L’effetto del probabile gas narcotizzante nebulizzato verso di loro pian piano era svanito come il loro tesoro segretamente custodito. «Purtroppo non mi fidavo più delle banche – rimugina la 86enne – perché dopo i fatti dell’Argentina e tutte queste crisi avevo paura. Forse ho sbagliato, ma preferivo sapere che i miei soldi erano sicuri».

Purtroppo non così tanto come sperava. Ai due anziani, tornati in possesso delle loro capacità cognitive, rimane la vista di quella cassetta vuota e il confuso ricordo di come hanno minuziosamente consegnato al criminale la loro vita. A quel punto non gli resta che chiamare i carabinieri della locale stazione che si precipitano da loro, ma della banda non c’è più traccia. «La sua faccia però me la ricordo – rimarca l’anziano – e se lo vedo gli tiro il collo come alle galline. Lì dentro c’era anche la mia fede nuziale, che mi tolsi due ore dopo il matrimonio e che non ho mai più messo: lavorando nell’edilizia ho sempre avuto paura di amputarmi il dito. Ma se lo rivedo…».

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