Sant’Agata, lupi: “Occorre intervenire, contenere il sovraffollamento”

’ennesimo efferato attacco di uno o più lupi riportato ieri sulle pagine del Corriere Romagna, avvenuto in un’abitazione nelle campagne di Sant’Agata sul Santerno, ha creato molto sgomento. In primis per il piccolo Rambo, il bastardino ucciso e trascinato per oltre duecento metri prima di essere sbranato, ma anche per l’escalation di episodi analoghi.
Troppe le aggressioni micidiali che i lupi replicano con una cadenza sempre più ravvicinata.

«Siamo di fronte ad un fenomeno collegato allo squilibrio ambientale e alla conseguente migrazione e proliferazione della fauna in pianura – commenta in proposito Coldiretti –. È evidente che il lupo, per sua stessa natura, tenda a spingersi dove ci sono delle prede, e il fatto che si contino ormai diversi attacchi in serie testimonia uno stato di mutato equilibrio che deve senza dubbio far riflettere».

Secondo Coldiretti la crescente proliferazione della fauna selvatica ha generato uno sconfinamento della stessa da boschi e colline fino alle pianure e all’entroterra innescando la migrazione del lupo che per istinto e necessità ora ha ampliato il suo raggio di caccia.
Danni ad aziende e allevamenti
«Occorre agire al fine di contenere questo sovraffollamento faunistico – auspica Coldiretti – che oltre a creare pericolosi squilibri agli ecosistemi locali dirotta i selvatici, lupi e cinghiali in primis, verso zone anche densamente abitate, con tutte le possibili conseguenze del caso in termini di danni ad aziende agricole ed allevamenti, ma anche in termini di sicurezza, sia sanitaria che stradale».

Quella dei lupi è una problematica che divide, anche perché trattandosi di specie protetta non è così semplice arginare la sua presenza. Sempre più persone trovano del tutto normale la “convivenza” con questi animali, considerandoli un patrimonio faunistico oltre che di nessun pericolo per l’uomo.
Di tutt’altro avviso, ovviamente, sono i proprietari di quegli animali, tra cui galline, oche e pecore, che sono stati ritrovati dilaniati. Che poi i lupi si spingano a sbranare degli animali da compagnia come cani e gatti fa sì che la platea di chi chiede misure drastiche si allarghi sempre di più.

«Basterebbe tenere in casa gli animali di sera», replicano i difensori del predatore selvatico, ai quali però viene risposto che «dover rinchiudersi dentro quattro mura non è di certo la soluzione del problema».

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