Sant’Agata Feltria, carabiniere si suicida in caserma con la pistola d’ordinanza

Ha aspettato di restare solo in caserma. Poi, nel silenzio del proprio ufficio, ha impugnato la pistola d’ordinanza ed ha fatto fuoco. Se ne è andato così, senza una spiegazione (gli inquirenti escludono però motivazioni riconducibili al lavoro), il luogotenente Marco Gaggini, 57 anni, da 23 comandante della stazione carabinieri di Sant’Agata Feltria. A trovare il corpo, quando ormai non c’era più nulla da fare, è stato mercoledì, a sera inoltrata, un collaboratore suo vicino di casa, cui la moglie del sottufficiale si era rivolta non vedendo tornare a casa il marito. Un gesto inspiegabile per la famiglia, lascia tre figli, due ragazzi e una ragazza, per i colleghi e per un intero paese in stato di choc.
Marco Gaggini incarnava la figura più conosciuta e amata di chi indossa la divisa dell’Arma, quella del maresciallo. Un legame forte quello con la comunità santagatese dov’era arrivato nel lontano ’98 dopo aver prestato servizio a Misano Adriatico. Una comunità travolta da uno tsunami di emozioni già pochi minuti dopo la scoperta del dramma: difficile tenere nascosta una simile tragedia in un borgo di 2.500 anime; Sant’Agata Feltria che ieri mattina si è svegliata sotto choc, smarrita, come quando un pugile finisce al tappeto.
Originario della provincia di Pistoia, a Marco Gaggini nel 2018 il Comune aveva donato una targa per i suoi 20 anni di servizio nella caserma di via Alessandro Giorgioni, strada intitolata all’appuntato scelto assassinato da Lupo Liboni il 22 luglio del 2004. Il luogotenente era anche un volto molto noto in ambito scolastico: in più di un’occasione ha partecipato ad iniziative sulla sicurezza e i pericoli del Web. «Siamo sconvolti. Lui era uno di noi – dice con voce emozionata Enrico Vicini, alla guida del Comune dopo la prematura scomparsa del sindaco Gugliemino Cerbara -. Era molto ben integrato nella vita del paese e seguiva sempre in prima persona le tante nostre iniziative. Lo ricorderemo sempre con grande affetto. Il dolore è grande e siamo vicina alla sua famiglia».

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