Sanità, pochi fondi. Cgil: “Servizi a rischio”

«Una situazione drammatica». La Fp-Cgil di Rimini condivide le preoccupazioni dell’assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Raffaele Donini, che dai social chiede al Governo di «riarmare la sanità» e critica il mancato finanziamento del comparto per l’anno in corso».

«Senza interventi in tempi brevissimi, rischia di provocare un grave inasprimento delle relazioni all’interno delle aziende tra chi ha responsabilità di governo, professionisti, rappresentanti politici, organizzazioni sindacali e utenti – commenta l’organizzazione sindacale cittadina, rilanciando la presa di posizione già arrivata a livello regionale –. E che mette a rischio la tenuta e la qualità dei servizi».

La situazione

Cosa ha deciso l’Esecutivo? «Nella sostanza, il finanziamento del fondo sanitario nazionale è stato aumentato di una quota complessiva pari a 2 miliardi di euro, risorse già vincolate su voci di bilancio predefinite – spiega la Fp-Cgil di Rimini –. Tra cui ci sono i rinnovi dei contratti di lavoro dei dipendenti della sanità, relativi al triennio 2019-2021, peraltro già scaduti ancora prima di essere firmati». E «vengono a mancare invece i finanziamenti speciali previsti nei decreti emergenziali per la lotta al coronavirus erogati nel 2020 e nel 2021 – osserva il sindacato –, come se la situazione legata alla pandemia fosse scomparsa». Donini, però, ha dichiarato che quest’anno viale Aldo Moro prevede spese legate al Covid per altri 400-500 milioni di euro. Insomma, «verrebbe lecito chiedersi come si può, senza risorse, mantenere l’attuale impianto per la gestione della pandemia», gli da man forte la Fp-Cgil cittadina.

I rischi

Se si decide scientemente di non investire, «in mezzo a questa crisi del sistema sanitario, rischia di rimetterci chi ci lavora e i cittadini – lancia l’allarme l’organizzazione sindacale –. A breve, in alcune aziende non ci saranno i soldi per pagare le quota di produttività al personale, mentre chi usufruisce dei servizi si ritroverà presto con strutture in grandissima sofferenza proprio per la carenza di personale. Senza risorse aggiuntive è infatti inimmaginabile il mantenimento dell’attuale assetto organizzativo». Dunque «così non va – conclude la Fp-Cgil cittadina –. Lo diciamo con forza al ministro della Salute, al ministro dell’Economia e al Parlamento. Metteremo in atto tutte le azioni di mobilitazione possibile, perché se la tutela della salute è ancora un diritto costituzionale, allora urge un provvedimento che finanzi il nostro sistema sanitario».

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