Sanità, liste d’attesa: il piano dell’Emilia-Romagna per abbatterle

Tre milioni di euro per abbattere le liste di attesa, un riconoscimento immediato ai medici dei reparti di emergenza e urgenza che si sono spesi durante l’ultimo anno e un miglioramento economico destinato ai giovani camici bianchi a partire dal 2023. Queste sono le tre direttrici dell’accordo integrativo aziendale siglato con l’Ausl Romagna dai sindacati dei medici.

Indennità di risultato

«Dal nostro punto di vista l’interesse dei professionisti della sanità coincide con quello del paziente»: a parlare è Francesco Feletti, medico di Radiologia all’ospedale di Ravenna e segretario aziendale, dalla fine di maggio, del sindacato Anaao.

«L’accordo è stato siglato lo scorso 7 giugno – spiega – e prevede innanzitutto un’indennità di risultato aggiuntiva di 1.800 euro per i medici assunti da meno di cinque anni. Una misura per il futuro, dal momento che partirà nel 2023, che porterà ad una parificazione sul piano delle indennità di risultato con i professionisti con più anni di anzianità. In questo modo vogliamo rendere più attrattiva l’Ausl Romagna per i giovani medici». Secondo Feletti la carenza di camici bianchi sul mercato del lavoro non è dovuta al numero chiuso delle Facoltà di Medicina ma all’imbuto formativo successivo: la carenza di posti nelle Scuole di Specializzazione. Ora i posti sono aumentati ma «se ne vedranno gli effetti nei prossimi quattro o cinque anni».

Professione poco attrattiva

Le mancanze di medici più evidenti si trovano nei reparti di emergenza-urgenza: gli ultimi dati in mano ad Anaao mostrano un organico medico del 21% inferiore alle necessità nei reparti romagnoli di Pronto Soccorso nonostante dal 2020 siano state indette ben 14 procedure per assunzione, di cui 9 solo nell’ultimo anno. «La professione di medico di Pronto Soccorso è sempre meno attrattiva, a livello nazionale il 44% dei posti banditi nelle scuole di specializzazione in medicina d’emergenza e urgenza vanno deserti».

Lugo e Rimini sotto pressione

Sebbene le maggiori carenze siano sull’Ospedale di Ravenna, in questo momento sono particolarmente sotto pressione le Unità Operative di Lugo e di Rimini. A fronte di questa situazione Anaao manifesta ferma contrarietà al ricorso ad ordini di servizio come quello che si è visto nelle scorse settimane a Rimini dove alcuni medici dei reparti internistici e specialistici sono stati destinati a quelli di urgenza. «Questo provvedimento non può che essere una extrema ratio e la situazione va gestita con altri strumenti. Apprezziamo certamente l’istituzione di un ambulatorio per i codici a bassa intensità gestito dai medici di continuità assistenziale e la proposta di istituire un ambulatorio infermieristico. Ma Anaao chiede anche che siano attivate al più presto le misure previste nel verbale d’intesa siglato in Regione con le organizzazioni sindacali riguardo ai medici sul fronte più delicato della sanità in questo momento».

Nell’accordo con l’Ausl Romagna è previsto che proprio per riconoscere il grande impegno dell’ultimo anno ai professionisti impegnati sull’emergenza e urgenza sarà riconosciuto loro nella prossima busta paga una premialità di seimila euro: «Si tratta di un contributo una tantum visto l’impegno profuso da questi professionisti che riguarderà circa 170 colleghi».

Progetti per le liste d’attesa

Infine, l’accordo sindacale prevede lo stanziamento specifico di tre milioni di euro per l’abbattimento delle liste di attesa: «Dopo l’emergenza Covid – conclude Feletti – ci sono state alcune criticità, anche se inferiori a quelle che si vedono in altre zone d’Italia. Nelle prossime settimane insieme all’Ausl saranno messi a punto progetti specifici per andare ad intervenire laddove andremo a notare le problematiche maggiori».

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