“Sandrokan” Dell’Agnello è il nuovo allenatore dell’Unieuro Basket

FORLÌ. Le bocche sono ancora cucite, ma il dado ormai è tratto. Non servono exit poll fuori dalle riunioni dei soci della Pallacanestro 2.015 e neppure l’ultima proiezione elettorale quando il campione copre ormai il 99% dei seggi: il dato è ormai consolidato. L’allenatore dell’Unieuro per la stagione 2019-2020 sarà Sandro Dell’Agnello a meno che tra l’accordo e la firma non avvenga l’imprevedibile. E appunto, anche se il “mai dire mai” sul basket mercato è regola aurea, non lo prevediamo.

Insomma, dopo conclavi della società biancorossa, molti sono entrati papa e usciti cardinale tranne lui che non può essere annunciato “urbi et orbi” semplicemente perché il suo campionato lo sta ancora giocando e oggi a Bergamo ospiterà l’Orlandina in garatre di semifinale play-off. Nel caso vincessero i siciliani, il bellissimo torneo degli orobici e del loro tecnico sarebbe terminato e domani potrebbe già essere diramato il comunicato stampa della società. Se, invece, Bergamo riuscisse a prolungare la serie, sarebbe ancora silenzio fino a quando la post season di Dell’Agnello continuasse. Poi, però, arriverà l’investitura.

Sì, perché il ballottaggio era quello tra l’ex coach della Fulgor Libertas 2012-2013 (migliore risultato di sempre negli anni 2000 con un play-off da quinta) e Demis Cavina che la scorsa settimana si era definitivamente accordato per l’uscita dal contratto con Udine (dove è andato Alessandro Ramaglia) ed è cercato da Cagliari/Torino. Dell’Agnello aveva sul tavolo anche la proposta di rinnovo di Bergamo, similare a quella biancorossa sotto l’aspetto economico, ma il progetto a breve-medio termine più ambizioso che Forlì può offrire, oltre a un seguito di pubblico che lui ben conosce, hanno fatto pendere la bilancia verso San Mercuriale. D’altronde il giemme Pasquali, che per sua ammissione la scorsa settimana aveva visto le partite della serie tra Bergamo e Montegranaro, cercava un tecnico motivato ed esperto del campionato. Caratteristiche che aveva anche Cavina, ma che non mancano a “Sandrokan” al di là delle ultime annate vissute più in prima serie tra Pesaro, Caserta e Brindisi, che in seconda.

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