San Piero, tornano i vecchi progetti per by-passare il Carnaio

Il tema del collegamento tra Valle del Savio e Valle del Bidente attraverso il passo del Carnaio è da decenni all’attenzione degli enti locali, ma la attuale strada provinciale, inadatta al transito degli attuali mezzi pesanti e bisognosa di essere rivista, non è nemmeno considerata tra le strade di interesse regionale. In circa 15,7 chilometri la provinciale 26 si presenta con 26-27 tornanti e raggiunge una pendenza massima del 13%.

Coi moderni mezzi pesanti e con bilici di decine di metri, soprattutto delle aziende della Val Bidente che la percorrono per la E45, è diventato ancor più forte il rischio di trovarsi i mezzi di fronte lungo qualche tornante.

La questione di una “revisione” del tracciato, per renderlo più sicuro e più agevolmente percorribile, così come avviene per i Mandrioli, occupa una delle schede che il Comune di Bagno di Romagna ha presentato nell’ambito del programma “Next Generation” dell’Unione Valle Savio.

Nel periodo 1987-1991 erano già state studiate alcune nuove ipotesi di tracciato. Nel 1987 su iniziativa della Provincia di Forlì venne costituito il “Comitato permanente per lo studio e la promozione del collegamento stradale Santa Sofia – Bagno di Romagna”. Tra gli aderenti il Comune di Bagno di Romagna, la Comunità montana dell’Appennino Cesenate, la Camera di Commercio, la Cassa Rurale di Sarsina. L’obiettivo era lo studio di una nuova strada per facilitare il collegamento fra vallata del Bidente ed E45. Venne affidato l’incarico per uno studio progettuale e vennero presentate tre ipotesi, tutte con “sbocco” a San Piero nell’attuale intersezione con la ex provinciale di fondo valle. Un primo tracciato da Santa Sofia va in parallelo con la strada per Poggio alla Lastra per poi proseguire lungo il Fosso Vallone mantenendosi sempre alla sinistra (partendo da San Piero) dell’attuale tracciato. Il secondo percorso bypassa i primi tornanti salendo da Santa Sofia sempre mantenendosi sulla sinistra dell’attuale per poi tornare, a Monteguidi, sull’attuale itinerario e discostarsene poi, sulla destra, a Trappole di sotto, fino ad arrivare in zona San Silvestro e di qui scendere a fondovalle. Il terzo tracciato, ancor più spostato sulla destra, sale da Santa Sofia in parallelo con l’attuale strada per Spinello per poi ridiscendere verso San Silvestro. Tutti e tre i percorsi presentano la previsione di alcuni tratti in galleria.

Il “Comitato permanente” espresse le sue valutazioni, indicando come preferibili la seconda e la terza ipotesi, ma poi tutto si fermò in considerazione dei costi elevati e della mancanza di risorse. I costi di realizzazione, che nel 1988 oscillavano tra gli 85 e i 148 miliardi di lire, ora a prezzi aggiornati, sono stimati tra i 214 e i 373 milioni di euro.

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