San Mauro Pascoli, un corto su Pascoli per raccontare le scuole della lumaca

Cortometraggio su “Pascoli” e la didattica della “scuole della lumaca”. Idee per scegliere la scuola per i propri figli e in continuità dai 0 fino ai 14 anni. Un modello innovativo che sarà raccontato attraverso un cortometraggio, che sarà presentato domani (ore 18.30), alla scuola primaria Maria Montessori di San Mauro Pascoli, in un appuntamento aperto alla cittadinanza (anche se la precedenza sarà data a chi deve iscrivere i propri figli in una prima). Il cortometraggio è in collaborazione con il regista Adriano Sforzi, dal titolo “Giovanni Pascoli, il fanciullino e le scuole della lumaca”. Il campus di San Mauro Pascoli poi li accompagnerà dai 0 ai 14 anni in un percorso continuo, mentre proseguono i lavori milionari per il nuovo polo scolastico statale.

Tempo e relazioni al centro

«A San Mauro le scuole non sono solo un luogo dove imparare delle nozioni – afferma il dirigente scolastico Jame Amaducci -, ma un modo di guardare i bambini, di accompagnarli nella crescita, di stare accanto a loro mentre diventano grandi. È nata così l’esperienza del “campus scolastico 0–14 di San Mauro Pascoli – scuole della lumaca”, un progetto educativo che mette al centro il tempo e le relazioni. I diversi ordini di scuola non sono pensati come compartimenti separati, ma come tappe di un unico cammino di crescita. Un ruolo centrale è affidato anche al polo per l’infanzia 0–6, perché l’inizio conta».

La lumaca come metafora

Il simbolo scelto per rappresentare questa visione è la lumaca: «Una metafora che parla di lentezza, di rispetto dei ritmi, di qualità del tempo. Non si corre: si dà spazio all’errore, alla riprova, alla riflessione. Perché crescere non è una gara e ogni bambino ha il proprio passo. I bambini imparano quando possono fare, toccare, osservare, fare domande, parlare insieme. La scuola diventa così un luogo vivo. Ogni bambino ha bisogno di sentirsi visto, ascoltato, riconosciuto per poter crescere con fiducia. Un altro tratto distintivo del progetto è l’attenzione all’inclusione: nessuno è “sbagliato”. Quando un bambino incontra una difficoltà, la domanda è cosa può cambiare la scuola: negli spazi, nei tempi, nelle proposte. L’inclusione non è un progetto speciale, ma il modo normale di fare scuola. A scuola si parla, si ascolta, si impara a confrontarsi, a rispettare punti di vista diversi. Le regole ci sono, ma sono pensate per proteggere, dare sicurezza, far funzionare il gruppo e costruire comunità. Le scuole della lumaca, infine, non lasciano indietro nessuno e si impegna a garantire a tutti le stesse opportunità di crescita, indipendentemente dal punto di partenza».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui