San Mauro. Violentata mentre faceva jogging, in aula il drammatico racconto

Ha preso il via davanti al Tribunale di Forlì in composizione collegiale, il processo a carico del 26enne originario del Gambia accusato della duplice aggressione a sfondo sessuale consumata in appena un’ora a San Mauro Pascoli lo scorso inverno. La Procura ha impresso un’accelerazione decisiva alle indagini, richiedendo e ottenendo il giudizio immediato alla luce dell’evidenza delle prove raccolte. L’imputato si trova attualmente detenuto in custodia cautelare presso la Casa circondariale di Forlì. Nel corso della prima udienza, presieduta dal giudice Federico Casalboni, le due donne finite nel mirino del 26enne si sono ufficialmente costituite parti civili per chiedere il risarcimento del danno, assistite rispettivamente dagli avvocati Jakub Nowacki (foro di Rimini) ed Emanuela Villani (foro di Forlì-Cesena). Il dibattimento è stato aperto dal pm Andrea Marchini, il quale ha sollevato una questione preliminare chiedendo la correzione di un errore materiale contenuto nel decreto di giudizio immediato. Nel documento, in riferimento all’aggressione ai danni della prima donna, era stata erroneamente indicata l’ipotesi attenuata della “lieve gravità” (art. 609-bis, comma 3 c.p.). Il magistrato ha invece ripristinato l’imputazione originaria formulata dalla Procura, ossia l’ipotesi base di violenza sessuale (comma 1). Il collegio giudicante, in assenza di eccezioni da parte della difesa del gambiano, affidata all’avvocato d’ufficio Domenico Di Bari, e dei legali di parte civile, ha disposto la correzione del capo d’imputazione. I fatti contestati risalgono alla tarda mattinata del 5 dicembre 2025. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le due aggressioni si sono consumate in un brevissimo lasso di tempo, tra le 11:30 e le 12:45, lungo il percorso ciclo-pedonale che costeggia il torrente Rio Salto. L’episodio più grave ha riguardato una runner 50enne del posto. Mentre correva, l’aggressore si è avventato sulla donna nascondendosi tra la vegetazione, trascinandola a forza tra gli arbusti e abusando di lei, causandole anche diverse lesioni. A incastrare il giovane, individuato poco dopo dai carabinieri all’interno di un capanno, è stata la precisa descrizione fornita dalla vittima. Dagli accertamenti è emerso che, poco prima di quel drammatico assalto, il 26enne aveva già palpeggiato e molestato un’altra donna sempre nella stessa zona. L’istruttoria dibattimentale è ufficialmente iniziata con l’esame incrociato delle due persone offese e dei primi testimoni di polizia giudiziaria in servizio presso le stazioni dei carabinieri di Cesenatico e San Mauro Pascoli, che hanno relazionato sull’attività d’indagine svolta nell’immediatezza dei fatti. La difesa dell’imputato, presente in aula, ha scelto di non depositare alcuna lista testimoniale, rinunciando quindi a testimoni a proprio favore. La strategia difensiva del legale del giovane si concentrerà interamente sul controesame dei testimoni citati dall’accusa e dalle parti civili. Il Tribunale ha già delineato la tabella di marcia per arrivare a una rapida conclusione del processo di primo grado. Si tornerà di fronte al collegio a metà giugno quando saranno ascoltati cinque testimoni dell’accusa (tra cui figurano coniugi e compagni, amiche, un ex vicino di casa, il fratello e la cognata di una delle vittime, oltre a un altro militare dell’Arma). A settembre, invece, gli ultimi testi della Procura e delle parti civili. Nella stessa giornata è previsto l’eventuale esame dell’imputato, seguito dalla discussione finale delle parti e, salvo imprevisti, dalla lettura della sentenza.

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