San Mauro Pascoli. Il rilancio della patata di Romagna

San Mauro Pascoli
  • 10 luglio 2026

Una patata fresca, precoce, versatile in cucina e strettamente legata alla Riviera come mercato di destinazione naturale, dalla ristorazione locale alle attività turistiche. È questo il focus emerso dalla giornata in campo dedicata al Progetto Patata di Romagna, promossa da Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini presso l’Azienda Agricola Montemaggi di San Mauro Pascoli. L’iniziativa ha richiamato una cinquantina di operatori, tra produttori e tecnici di importanti realtà di filiera come Pizzoli e Orogel, provenienti anche da fuori regione. L’incontro ha acceso i riflettori su uno dei tre campi sperimentali che l’Unione Nazionale Associazioni Produttori Patate gestisce in Emilia-Romagna per valutare nuove varietà in grado di adattarsi al clima locale e rispondere alle esigenze di mercato.

Il presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, Daniele Montemaggi, ha evidenziato come in soli cento giorni il territorio riesca a ottenere una patata novella di alta qualità, disponibile fino a fine agosto. L’obiettivo del progetto, supportato dalla ricerca scientifica in collaborazione con l’Università di Bologna, è tutelare un patrimonio produttivo strategico che può offrire importanti opportunità economiche agli agricoltori, valorizzando al contempo l’identità gastronomica romagnola a beneficio dei residenti e dei turisti.

Il valore distintivo di questa coltura è stato confermato da Sante Cervellati, presidente onorario di Unapa, il quale ha ricordato che la vicinanza alla riviera adriatica offre una prospettiva unica in Europa grazie alla precocità della raccolta e al consumo a chilometro zero, che evita lunghi periodi di conservazione. Bruno Parisi, ricercatore del Crea, ha aggiunto che la sperimentazione locale è fondamentale per individuare varietà resistenti e adatte allo scavo anticipato già a giugno. Trattandosi di un prodotto novello che richiede una raccolta delicata e spesso semi-manuale, la Patata di Romagna si configura oggi come una produzione specialistica e di nicchia. Confagricoltura intende proseguire su questa strada, unendo imprese e ricerca per garantire redditività alle aziende agricole e difendere una tradizione rurale fortemente connessa al territorio.

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