La Repubblica Italiana è colpevole di non aver mantenuto le promesse dei suoi padri fondatori. È questo il verdetto popolare emesso nella suggestiva cornice di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli durante il tradizionale Processo del 10 agosto firmato Sammauroindustria. Davanti a oltre settecento persone, il pubblico-giuria guidato dal presidente del Tribunale Gianfranco Miro Gori ha scelto di condannare l’Italia repubblicana con 323 voti favorevoli, contro 282 assoluzioni e 79 astenuti.
A sostenere l’accusa sono stati gli storici Davide Conti e Marco Valbruzzi, che hanno puntato il dito sui ritardi storici nell’applicazione della Carta Costituzionale, dalle riforme sociali arrivate dopo decenni fino alle tragedie quotidiane legate al lavoro e all’emigrazione giovanile. A nulla sono servite le appassionate arringhe difensive di Roberto Balzani e Maurizio Ridolfi, che hanno ripercorso le enormi conquiste e il valore di una democrazia nata dalle ceneri della dittatura e tenuta viva dal tessuto sociale dei suoi cittadini. Al momento del voto per alzata di paletta, la giuria popolare ha scelto di lanciare un chiaro segnale di scontento, chiedendo a gran voce un ritorno allo spirito originario della Costituzione.