San Mauro Pascoli, i numeri dell’allevamento di polli

«Nessun rischio di polveri-odori, niente possibilità di maiali e altezza strutture più basse delle attuali». Sono le rassicurazioni sul progetto rigenerazione fabbricati dell’allevamento di polli in via Cagnona 1330 illustrato via streaming. L’incontro è stato focalizzato sugli aspetti tecnici e ambientali del progetto dell’azienda Circuito Verde. Dopo l’introduzione della sindaca Luciana Garbuglia, hanno preso la parola Elena Campobasso ed Enrica Galassi, consulenti della società agricola “Circuito Verde”; Valerio Marrone del Servizio valutazioni d’impatto ambientale della Regione Emilia Romagna; i tecnici Tamara Mordenti, Mariagrazia Cacciaguerra, Luca Balestri e Marcello Turroni di Arpae Forlì-Cesena; Giovanni Ravagli dell’ufficio edilizia privata del Comune San Mauro Pascoli; Eva Cerri, architetto del servizio urbanistica dell’Unione Rubicone e Mare.

«Nelle ultime settimane sono circolate molte inesattezze – ha sottolineato Luciana Garbuglia – Vogliamo fare chiarezza sul reale impatto. È mia certezza assoluta che tutte le norme sono state rispettate e gli studi fatti escludono effetti negativi sul territorio, come del resto hanno certificato i numerosi enti coinvolti e come risulta sul sito della Regione Emilia Romagna, con materiale pubblico e liberamente visionabile. Anche la gestione futura sarà attentamente monitorata. Appena sarà possibile seguirà un nuovo confronto con il Comitato sorto».

«È un progetto da 6 milioni di euro – ha detto Campobasso – e per progettazione, costruzione, indotto futuro, fa riferimento a ditte locali o della provincia. Si tratta di allevamento di pollo, faraona, galletto e non altre specie animali. Escluso l’allevamento del suino che in tale progetto non può entrare, ma servirebbero un nuovo iter e strutture interne completamente diverse, mai trattate dall’azienda. Sono stati utilizzati tutti gli accorgimenti per il risparmio energetico e la copertura è in lamiera con tanto di impianto fotovoltaico per il fabbisogno dell’azienda e per la cessione dell’eccedenza alla rete elettrica comunale. Il progetto nato nel 2019 si compone di 216 pagine, passato al vaglio di 11 enti diversi, e contiene 100 prescrizioni obbligatorie in capo alla società. I 5 capannoni saranno bioprotetti e per l’accesso di mezzi e uomini dovrà sottostare a precisi protocolli. Come pure tutta l’area sarà circondata da siepi perimetrali e alberi che in tre anni raggiungeranno i 4,5 metri di altezza. L’area coperta sarà di 14.700 metri quadrati. Le distanze sono di 2,4 chilometri dalle prime case della città e 4,8 chilometri dal mare. Nell’allevamento non è previsto l’uso di antibiotici». Hanno proseguito le tecniche dell’azienda: «È stato smaltito l’eternit presente nei vecchi capannoni degradati e non è previsto nessun tipo di inquinamento, né nella falda visto che la pollina è smaltita a secco, né polveri o odori visto il moderno sistema di ricambio aria. L’area è stata migliorata».

Poi ci sono le opere pubbliche a compensazione per la collettività: un palazzetto dello sport, una piazzola di sosta lungo la strada pubblica e la cura di 500 metri di pista ciclabile.

Quando sarà possibile sarà organizzato un incontro pubblico in presenza. L’incontro streaming non è piaciuto al Comitato “Lasciateci respirare” che contesta la realizzazione del nuovo allevamento intensivo di polli e continua la raccolta firme.

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