San Mauro, in arrivo 4 ucraini in fuga con donna incinta

In arrivo dall’Ucraina a San Mauro Pascoli una famiglia composta da marito, moglie e figlia incinta con già un altro figlio minore. Vanno a ricongiungersi con una donna ucraina, sposatacon un italiano, che da tempo già vive in città, e che per le persone in arrivo è figlia, sorella e zia. Dovrebbe essere uno dei primissimi casi di ricongiungimento familiare nel comprensorio cesenate, dopo l’invasione dell’Ucraina e la guerra di Putin.

La parente residente aSan Mauro Pascoli ha già fatto richiesta in Comune, ricevendo la massima attenzione: «Si tratta di far arrivare qui da noi i suoi genitori – conferma la sindaca Luciana Garbuglia – la sorella che ha un bimbo e un altro in arrivo, essendo incinta. Sono in viaggio ormai da cinque giorni e sono arrivati al confine con la Romania. Nel giro di pochi altri giorni arriveranno a San Mauro Pascoli e andranno ad abitare con la famiglia della loro parente. Però come Comune stiamo già cercando un alloggio per questa famiglia in arrivo, per venirle incontro e per poterla aiutare». A proposito di aiuti concreti, aggiunge Garbuglia, «Diffidiamo di raccolte improvvisate, noi ci appoggeremo alla Caritas di Rimini e quindi a quella locale, magari chiederemo una mano anche al neo costituito gruppo comunale di Protezione civile».

Intanto si susseguono gli incontri per cercare di capire come agire ai vari livelli per l’accoglienza di chi scappa dalla guerra. «Abbiamo una riunione mercoledì pomeriggio – afferma Letizia Bisacchi, assessora ai servizi sociali e vicepresidente dell’Unione Rubicone e Mare, oltre che sindaca di Gambettola – in quell’occasione verrà definito come muoversi tutti assieme. A Gambettola ancora non abbiamo richieste per l’arrivo di profughi, come ce ne sono invece in un altro Comune nell’Unione. Si tratta di un’emergenza del tutto nuova e dovremo anche definire come effettuare le raccolte di materiali di emergenza e a chi affidarle. Collaboriamo con l’Asp che è in stretto contatto con la Prefettura e dobbiamo capire cosa serve e dove. Diffidiamo di alcune raccolte organizzate da privati».

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