San Mauro, cani sbranano altre 12 galline in un pollaio già colpito

Nuova strage di galline in via Bastia, dove già una volpe aveva colpito. Questa volta sono stati due cani liberi di scorrazzare a forzare il cancello del serraglio che porta al pollaio di due pensionati e una volta dentro hanno ucciso tutte le 12 galline ovaiole presenti, con una ferocia inusuale. La brutta sorpresa è toccata due mattine fa a Terzo Carnaroli, già candidato sindaco ai tempi del duello elettorale con Miro Gori, e a suo cognato Augusto. Nel pollaio in legno posto all’interno di un recinto, che sul retro ha un’area divisa da una rete, sono state sbranate una dozzina di galline. È accaduto tutto dietro il Centro giovani e di fianco al mattatoio comunale, praticamente in una zona di campagna, anche se a pochi passi dal centro di San Mauro Pascoli. Un anno e mezzo fa a fare uno scempio simile nello stesso punto era stata una volpe, che aveva aperto col muso il chiavistello del recinto e poi aveva agito indisturbata durante la notte, uccidendo una decina di galline e terrorizzando quelle superstiti, al punto che smisero di fare le uova.

«Questa volta l’attacco è avvenuto nel pomeriggio, mentre pioveva – racconta Carnaroli – e ad agire dovrebbero essere stati due cani, inselvatichiti o più probabilmente lasciati sciolti dal padrone. Sono stati visti da un confinante nelle vicinanze di via Madrigali. Li aveva anche cacciati dal recinto dove custodisce alcuni cavalli. Ci ha riferito che poi quei due animali si sono diretti nei campi attorno al pollaio». Quel che è certo è che «sono state uccise 12 galline ovaiole ruspanti, che erano in piena produzione. Dieci sono rimaste sbranate a terra e due sono sparite del tutto. Il danno non è lieve, circa mille euro. Avevamo anche creato una trappola su misura per la volpe, per difenderci da nuovi attacchi. In passato, infatti, per le volpi il danno era stato anche maggiore: 1.500 euro». Al danno si aggiunge poi la beffa: «Avevamo fatto richiesta dei danni alla Regione, come succede quando la fauna selvatica uccide animali utili. Ho scritto al presidente Bonaccini, ma non ho ricevuto risposta. Poi, a distanza di tempo, mi hanno detto che i rimborsi dei danni sono riservati solo agli allevatori o agli agricoltori, ma non c’è nulla per i pensionati. Ci sentiamo di serie B: non capiamo perché se uno alleva animali per passione, o anche per arrotondare la pensione, non possa essere indennizzato».

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