L’azienda è costretta a fermare la produzione causa lockdown, la cassa integrazione non arriva, i problemi per i dipendenti sono tanti. È il quadro drammatico che ha accomunato un po’ tutta Italia, distretto calzaturiero sammaurese compreso. C’è un’azienda di San Mauro che ha anticipato la cassa integrazione a una cinquantina di dipendenti (tutti), aggiungendo un’ulteriore donazione per arrivare allo stipendio pieno come a regime normale.

Si tratta della Punto Più, guidata da Alberto Colonna e Paola Quadrelli. Specializzata nell’artigianato artistico, in ricami e decorazioni con strass per i grandi gruppi della moda, ha deciso di fare questa scelta per i propri lavoratori, 45 femmine e 6 soli maschi.

L’azienda ha chiuso i battenti verso la metà di marzo, per ripartire verso la fine di aprile con la produzione di mascherine di tendenza. «Attualmente sono 32 i dipendenti tornati al lavoro con orario ridotto – dice Colonna – Il futuro? È incerto, diciamo grigio scuro. Noi lavoriamo per le grandi firme della moda, per lo più straniere, e fino a quando non riparte il sistema tutto rimane in discussione. Stiamo lavorando sui campionari e gli ordini iniziano ad arrivare, tuttavia è presto per pensare a un quadro definito».

I lavoratori hanno ringraziato gli imprenditori con un post pubblico su Facebook.

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