Per i bookmaker stranieri in pole position ci sarebbero gli svedesi Kaj tallonati dall’Austria in gara con “Wasted Love” di JJ, anche se per gli scommettitori italiani della Snai è dato per favorito. Ad ogni modo Gabry Ponte, che debutterà stasera all’Eurovision in rappresentanza di San Marino, è inserito nel lotto di chi può ambire alla vittoria. Cosa che comporterebbe l’organizzazione dell’edizione del prossimo anno in mano al Titano. Dove eventualmente? «Dalle Alpi a Lampedusa passando per la provincia di Rimini». Non mette limiti geografici il segretario di Stato al turismo, Federico Pedini Amati, quando gli si chiede dove organizzerà l’Eurovision 2026, ovvero l’edizione numero 70, in caso di vittoria alla sfida canora in programma da oggi a Basilea. Tradizione vuole, infatti, che il Paese che trionfa nel contest sia incaricato di ospitarne l’edizione successiva. «Prima pensiamo a vincere - mette le mani avanti Pedini con spirito pragmatico -. Poi vedremo. Certo è che non porrei veti: dal confine più a Nord della Penisola sino all’estremo Sud, senza trascurare le Regioni limitrofe ovvero Emilia-Romagna, e quindi anche la provincia di Rimini, o Marche includendo ogni comune, a partire da Montegrimano». Per molti la sua segreteria ha già vinto considerando che dal 2021 porta il Paese sotto i riflettori internazionali in cerca del suo candidato dall’ugola d’oro. Nel frattempo il rappresentante del Titano, Gabry Ponte, che «gasatissimo» sta ricevendo un’ottima accoglienza sia di pubblico che di critica, continua a mietere consensi anche nei concerti pre-gara.