Tentata scalata alla Banca di San Marino, il Tribunale dispone arresti e sequestri

San Marino
  • 07 febbraio 2026

Fioccano arresti e sequestri, nei confronti di cittadini sammarinesi e non, nell’ambito dell’indagine sulla tentata scalata alla Banca di San Marino. Il primo obiettivo delle misure messe in atto è scongiurare la fuga delle persone coinvolte in una situazione che ha i contorni dello scandalo. Gli accertamenti proseguono nel massimo riserbo. Motivo per cui, come spiega un comunicato diramato ieri dal dirigente del Tribunale, Giovanni Canzio, non viene specificato il numero di persone che sono state raggiunte da misure cautelari personali né a maggior ragione le loro generalità. Le accuse agli indagati sono tuttavia pesantissime: attentato contro l’integrità e la libertà della Repubblica, attentato contro la libertà dei poteri pubblici e minaccia all’autorità.

In capitoli precedenti

Ma facciamo un passo indietro ricostruendo i punti chiave di quanto accaduto tra fine 2024 e l’inizio del 2026. Il gruppo bulgaro Starcom Holding, guidato dall’imprenditore Assen Christov (patron anche di EuroHold), ha tentato di acquistare la quota di maggioranza della Banca di San Marino. La scalata è stata tuttavia bloccata nell’ottobre 2025, quando la Banca centrale di San Marino (Bcsm) ha ufficialmente negato l’autorizzazione all’operazione. Quanto ai risvolti giudiziari, la questione è finita sotto inchiesta per “presunta corruzione e amministrazione infedele”. Per conseguenza sono stati eseguiti arresti legati a una presunta tangente da un milione di euro e a bonifici sospetti intercettati dall’antiriciclaggio, aggiungendo contorni piú foschi a una vicenda già degna di un thriller al cardiopalma.

Nuovi interrogativi

Intanto l’indagine si è arricchita di nuove prove che hanno scoperchiato il vaso di Pandora portando allo scoperto un presunto “piano parallelo”, rispetto alla legittima strategia difensiva degli imputati, volto a offrire all’esterno una rappresentazione distorta della Repubblica ma soprattutto, secondo Canzio, a ostacolare il percorso di associazione all’Unione europea ormai alle porte.

«Il piano - si legge nella nota - sarebbe stato elaborato con il supporto di alcuni esponenti politici, associazioni private e uomini d’affari, con la finalità di costringere le autorità sammarinesi ad aprire una trattativa con gli indagati, per il perseguimento dei loro interessi patrimoniali, mediante pressioni esercitate - si rincara - anche con la minaccia». Da qui in poi sono scattate manette e sequestri. «Le misure cautelari si sono rese inderogabili - ribatte il comunicato messo nero su bianco dal Tribunale - per evitare il pericolo di fuga, garantire la genuinità del quadro probatorio acquisito e prevenire l’aggravarsi o il protrarsi delle conseguenze dei reati». Nodi, sempre più ingarbugliati, al centro di una complessa vicenda finanziaria e giudiziaria che ha innescato nuovi sviluppi legali. La certezza è che sono imminenti i prossimi round. «Le indagini della polizia giudiziaria e dei giudici inquirenti - conclude la figura apicale del tribunale - proseguono nell’osservanza del prescritto riserbo istruttorio, al fine di proseguire nella complessa opera di ricostruzione puntuale dei fatti contestati e in funzione del prossimo giudizio di merito sulle responsabilità».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui