Svolta a San Marino: l’Icee diventa legge

San Marino

L’Icee diventa legge. «Un passo storico per politiche sociali più mirate». Via libera definitivo al diritto all’accesso a strumenti di protezione sociale e prestazioni agevolate «mediante l’individuazione dei soggetti o dei nuclei familiari ai quali rivolgere in via prioritaria un intervento pubblico». L’esame del progetto di legge sull’Icee (indicatore della condizione economica per l’equità) ha tenuto banco ieri in Consiglio Grande e Generale culminando nella sua approvazione con 37 voti favorevoli e 11 astenuti.

Bordate

Ad infiammare l’aula è l’articolo 17 che introduce l’Osservatorio di monitoraggio sulla nuova misura di sostegno sociale. Per Matteo Casali (Rf) «risulta un organismo indebolito dalla natura consultiva dei suoi pareri che rischiano di essere ignorati dalla politica». Francesco Mussoni (Dc) dichiara il pieno sostegno al progetto di legge e all’articolo ma esprime una critica di metodo. A suo giudizio infatti l’Osservatorio rappresenta «un’ulteriore stratificazione burocratica che rischia di rallentare il funzionamento dell’Icee». Fabio Righi (D-ML) reputa «che due riunioni annuali siano poche per una fase sperimentale così delicata» e suggerisce un monitoraggio più ravvicinato. Segnala inoltre il rischio «che un organismo misto politico-sociale diventi uno strumento di pressione anziché di analisi tecnica».

Marinella Loredana Chiaruzzi (Dc), inquadra invece il risultato «come passaggio storico per avviare politiche sociali più mirate» chiarendo che non risolve tutto ma permette criteri più equi e leggibili. Al contrario Fabio Righi (D-ML) annuncia l’astensione, riconoscendo l’importanza dello strumento «ma giudicandolo una cornice ancora troppo debole che rinvia le scelte decisive a decreti successivi». Avverte «che l’uso concreto dell’Indicatore determinerà se produrrà equità o sperequazione e segnala il rischio che patrimoni schermati possano beneficiare del sistema minando la fiducia dei cittadini». Emanuele Santi per Rete motiva l’astensione come atto di responsabilità «denunciando un punto di caduta che evita il nodo centrale dei patrimoni intestati a società o trust avvertendo che l’equità reale si giocherà tutta nei decreti dove “casca l’asino”».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui