«Il “piano parallelo”? Solo una costruzione elaborata da un gruppo che si oppone all’accordo Ue». Lo sostiene l’investitore bulgaro, Assen Christov, alle redini di Starcom Holding, il quale affida le sue riflessioni al sito EUalive, dopo la fallita scalata al 51% della Banca di San Marino. Un’operazione, iniziata nel 2025, che ha poi destato sospetti giudiziari e sequestri di fondi, trasformandosi in un caso internazionale degno di un giallo. Intanto emergono ulteriori dettagli sulla vicenda che fa tremare il Titano, scaturiti dalle tremila pagine, ormai desecretate.
Starcom Holding e la scalata alla Banca di San Marino: “Il piano parallelo? La mossa di un gruppo contrario all’Ue”
La storia
Tutto inizia il 24 luglio 2025, quando l’Aif (Agenzia di informazione finanziaria) segnala alla magistratura del Titano operazioni sospette, denotate da possibili reati “di amministrazione infedele, corruzione privata e riciclaggio”.
A suscitare dubbi è una consulenza da mezzo milione di euro pagata da Christov alla società sammarinese Ibc srl. Società riconducibile al consigliere dell’Ente Cassa di Faetano Andrea Delvecchio, tramite sua moglie, Marina Manduchi, in quanto amministratrice e socia unica.
Un confronto con il passato prossimo mostra una società «fino a qualche mese prima sostanzialmente inattiva» che all’improvviso avrebbe ricevuto tre bonifici da uno studio legale bulgaro in un periodo compreso tra febbraio e giugno 2025 per uno studio di fattibilità volto a costituire una società sammarinese destinata a entrare nell’assetto proprietario della Banca di San Marino, proprio mentre Ecf si occupava della vendita del 51% della stessa banca alla holding bulgara. Una somma reputata eccessiva rispetto all’incarico che venne peraltro effettuato da professionisti esterni alla srl. Christov ha liquidato il versamento come un primo passo per creare una società nel settore delle batterie e dell’energia elettrica ma il sospetto resta: l’ipotesi di chi indaga è che la consulenza avrebbe costituito il compenso perché Delvecchio favorisse il buon fine della trattativa.