La lettera indirizzata ieri dalla holding bulgara Starcom alle istituzioni sammarinesi, firmata dal socio di maggioranza Christov Assen, respinge ogni accusa di illecito nella controversia finanziaria legata al fallito acquisto del 51% di Banca di San Marino tentato da questo imprenditore. La holding dichiara di aver erogato nel maggio 2025 il prestito necessario per l’operazione al San Marino Group. La provenienza del capitale «era tracciata e documentata da istituti terzi tra cui Unicredit» e all’inizio accettata da Bsm. Assen sottolinea poi che né lui, né Starcom Holding, né alcuna società del gruppo risultano formalmente accusati né condannati per reati economici o penali a San Marino, nell’Unione europea o nel resto del mondo.
San Marino, Starcom ricorre a Washington contro il sequestro dei 15 milioni
La vicenda
All’inizio del 2025 Starcom ha offerto oltre 36 milioni di euro per rilevare la quota di controllo di Bsm dall’Ente Cassa di Faetano, versando 15 milioni di euro come anticipo. La doccia fredda è arrivata nell’ottobre dello stesso anno quando la Banca Centrale di San Marino ha respinto l’operazione sollevando un allarme antiriciclaggio e bloccando i fondi «sebbene - sostengono i bulgari - non si confischino somme sulla base di meri sospetti sulla reputazione del cliente».
Contestazioni
La missiva critica in primis il provvedimento di sequestro per sospetto riciclaggio scattato nel novembre 2025 sulle somme depositate come anticipo, ovvero 15 milioni di euro, definendolo privo di fondamento alla luce del diritto internazionale.
La holding si sofferma poi sull’incriminazione per corruzione, nell’ottobre 2025, «di una persona del tutto estranea a quel contratto di vendita». Sempre a lui sono stati sequestrati 500mila euro, peraltro destinati a investimenti «che con Bsm nulla avevano a che vedere».
Da qui la domanda inevitabile di Christov: «Perché mai si dovrebbe corrompere qualcuno che non ha alcun potere decisionale sulla vendita di Bsm?». Dove sia finito il maxi anticipo resta il nodo tra le righe senza risparmiare la frecciata finale: «Come si può sostenere che il sistema finanziario di San Marino sia allineato a quello europeo, quando convive con pratiche tanto opache?».
L’allusione è al periodo tra il novembre 2025 e il febbraio 2026 quando il Titano avrebbe «intercettato illegalmente i propri cittadini raccogliendo semplici sfoghi di malcontento in cui ricorrevano i nostri nomi e iniziative del tutto pubbliche, su cui di seguito è stata costruita un’accusa»: l’esistenza di un fantomatico “piano parallelo” segreto «volto a minare la sovranità di San Marino».
Contromossa
A non andar giù a Starcom è che in ogni indagine aperta «il magistrato inquirente e il giudice siano sempre le stesse persone». Da qui la volontà di ricorrere all’arbitrato internazionale di Washington «per la violazione, da parte di San Marino, del trattato bilaterale sulla protezione degli investimenti sottoscritto tra Bulgaria e San Marino». Ultima critica? «A distanza di un mese, nessuno - lamenta l’imprenditore - ha raccolto l’invito per un confronto».
© RIPRODUZIONE RISERVATA