Clima rovente, quello che respirato nel Consiglio grande e generale, in linea con l’impennata della colonnina di mercurio. In particolare la discussione, specie nella seduta iniziale di mercoledì scorso, si è acceso su temi di stringente attualità quali sanità, accordo di associazione con l’Ue e rapporti internazionali. Sul primo fronte, è stata bersagliata da critiche, in primis da Maria Katia Savoretti (Rf), l’ipotesi di revisione dello screening mammografico. Dello stesso parere Emanuele Santi (Rete), che ha bollato come «indegna» l’eventualità di passare a una cadenza biennale. Netta al riguardo la replica del segretario alla Sanità ad interim, Marco Gatti: «Non è stato adottato alcun provvedimento», ha sottolineato rimarcando come «il miglior risparmio per lo Stato sia la prevenzione».
San Marino, scontro totale tra Governo e opposizioni su sanità, diritti e accordo con l’Ue
Scintille in aula
Focus infarcito di frecciate anche sull’intesa europea, dopo che non si è spenta l’eco dell’affare bulgaro. In merito Fabio Righi (D-Ml) paventa una «credibilità internazionale a rischio» ma il segretario agli Esteri Luca Beccari smonta i toni affermando che l’accordo di associazione «è un obiettivo di legislatura».
Si susseguono bordate anche rinvangando la recente sentenza Cedu nel caso Simoncini, che ha confermato il risarcimento di 160mila euro che gli spetta. La Grande camera della Corte europea dei diritti dell’uomo ha infatti messo fine all’attesa e respinto la richiesta di rinvio, rendendo definitiva la sentenza del 19 febbraio scorso. La vicenda vede protagonista l’ex commissario della Legge Massimiliano Simoncini, nominato nel 2019 e poi estromesso dall’incarico su decisione del Consiglio giudiziario plenario tramite applicazione retroattiva di una norma interpretativa sulla formazione dell’organo che aveva proceduto l’investitura. Sara Conti (Rf) parla di «violazione dello Stato di diritto accertata definitivamente» mentre il segretario all’Industria Rossano Fabbri taccia la minoranza di strumentalizzazione. Sul tavolo resta il tema dell’impiego di competenze esterne nella Pubblica amministrazione: alcuni chiedono «più valorizzazione delle professionalità sammarinesi» altri la liquidano invece alla stregua di «un segnale di maturità istituzionale».