«Bene esentare le maxi aziende dal contributo sulle rinnovabili ma vanno previsti risparmi anche per i cittadini». A tuonare è la Csdl che chiede più sostegni per le fasce di popolazione già in affanno per il carovita. Al coro si unisce lo Sportello consumatori che ha chiesto all’Aass (Azienda autonoma di Stato per i Servizi pubblici) e alla Segreteria competente «di predisporre nuove misure per ridurre i costi anche sulle utenze domestiche».
San Marino, rinnovabili e bollette, l’affondo di Csdl: “È ora di far respirare anche le famiglie”
Fronte rovente
Ma prima uno sguardo ai fatti. Con una decisione dell’Autorità di regolazione dei Servizi pubblici e l’Energia, su proposta dell’Aass, dal prossimo ottobre le aziende a energivore saranno esentate dal pagamento del contributo denominato “Fer”, «che alimenta un fondo destinato agli incentivi per le energie rinnovabili».
«La competitività del sistema delle imprese va senz’altro salvaguardata, anche agendo sulla diminuzione dei costi della componente energetica - concedono da Csdl -. Ma andrebbero previste forme di risparmio anche per i cittadini, specie per le tante famiglie in difficoltà nell’affrontare gli aumenti del costo della vita ancora più gravosi in questi ultimi tempi in cui si scontano gli effetti della guerra in Medio Oriente».
Considerando che il fondo per le rinnovabili «è in attivo
e che il provvedimento in questione entra in vigore in autunno, anche lo sportello consumatori chiede all’Azienda dei Servizi e alla Segreteria di Stato competente, in questo lasso di tempo, «di prevedere nuove misure che consentano risparmi sul contributo Fer anche per le utenze domestiche». Resta il fatto che l’impegno deve rendere il Titano sempre più green. Vale a dire che, al contempo, vanno rilanciate le politiche di incentivo «per l’installazione dei pannelli fotovoltaici e la produzione in territorio di energie rinnovabili, oltre all’efficientemento energetico delle costruzioni».
Dal sindacato ricordano che gli incentivi alle energie rinnovabili, «nei primi anni facevano parte di un apposito capitolo di spesa del Bilancio dello Stato». Solo in una fase successiva è stata istituita, appunto, la tariffa Fer, «quale costo aggiuntivo a carico degli utenti, sia aziende che cittadini». È tempo, dunque, di voltare pagina.