Dal settore bancario al nodo energia, attribuisce al Governo la responsabilità di aver fatto «poco e male» Nicola Renzi, capogruppo di Rf.
San Marino, Renzi: “Banche, energia e associazione Ue, è il momento di cambiare marcia”
Renzi, quali sono le sfide per l’autunno che aspettano San Marino?
«Molte e tutte difficili. La prima è quella del settore bancario, in cui il Governo sta dimostrando tutta la sua incapacità. Poi l’emergenza salariale, con un’inflazione galoppante e gli stipendi sempre più erosi. Non va meglio per le aziende: il governo ha deciso di fare cassa aumentando di un punto percentuale l’IGR alle aziende. Connesso anche al settore produttivo, come ai bilanci delle famiglie, il tema dell’energia e dei suoi costi, sempre più fuori controllo. Infine il tema dei temi: l’accordo di associazione alla Ue. Si firmerà? Quando? E soprattutto: cosa abbiamo fatto finora per essere pronti? Ben poco, temo. Noi continueremo comunque a dare la nostra disponibilità a fare, a lavorare, cosa che non pare una priorità del Governo, purtroppo».
L’errore maggiore finora commesso, secondo Rf, dal governo?
«Direi che non può avvalersi del motto: chi non fa non sbaglia. Motivi? Ha fatto pochissimo, spacciato l’ordinario per straordinario mettendo il Paese in una situazione gravissima, legata soprattutto al settore bancario-finanziario con il cosiddetto affare bulgaro, sbagliando. Non si possono spacciare due asfaltature e tre sfalci come grandi opere. Il territorio ha dei veri buchi neri come il cinema Turismo, l’ex Symbol, l’ex sede dell’Istituto musicale in Borgo, di cui non si sa nulla. La legge sull’emergenza casa è stata un enorme buco nell’acqua e non si vedono interventi risolutivi. Riguardo ai conti pubblici continua la via del debito, incombe sul paese un arbitrato da 150 milioni di euro, un processo penale, una commissione di inchiesta e un istituto di credito che merita ben altro rispetto ai giochini di potere che la Dc ha voluto scatenarne».
Priorità per Rf?
«L’accordo di associazione alla Ue: è il momento di cambiare marcia e mettere mano ai testi di legge necessari per essere pronti a cogliere i benefici del nuovo quadro.
Secondo, l’energia: l’opacità totale con cui sta agendo il governo è inaccettabile. Annunci continui di campi di fotovoltaico, di raddoppio di invasi idrici, di progetti neppure presentati. Serve un piano trasparente e condiviso con la popolazione
Poi il sistema bancario: finché il governo non farà un progetto che consenta il suo consolidamento e il suo rilancio, la gran parte dei benefici dell’accordo di associazione saranno vanificati. Purtroppo il Governo sembra voler difendere un piccolo mondo antico che non c’è più e qualche prebenda per gli amici degli amici.
Altro nodo è la difesa dei salari e del potere d’acquisto.
Infine urge una politica seria per il rilancio demografico.
Purtroppo l’aria che si respira è quella della restaurazione e del mantenimento spicciolo del potere. Così purtroppo il Paese non avrà vita facile».