Tre condanne, un patteggiamento e un’assoluzione, oltre al proscioglimento dei due minorenni coinvolti. Con questo verdetto si è concluso sul Titano, nei giorni scorsi, il processo iniziato a settembre per il Far West di furti e danneggiamenti che, nel dicembre 2022, aveva tartassato le zone di Borgo Maggiore e Ventoso, sollevando un enorme clamore lasciando dietro di sé vetri infranti e ruote a terra ma soprattutto un forte senso di insicurezza nella comunità.
San Marino, raid di furti e danni alle auto: tre condanne e un’assoluzione
La vicenda
Facendo un passo indietro, il blitz risale alla notte del 14 dicembre del 2022, quando un gruppo composto da sette persone, tutte residenti nel Riminese e di età compresa tra i 17 e i 44 anni, era giunto sul Titano con un obiettivo sui generis: mettere a segno vandalismi a raffica con comportamenti reiterati in barba alle regole e al buon senso. Un vero e proprio raid, insomma, ai danni di automobili lasciate come milioni di altre volte in sosta, lungo le strade, oppure in garage.
Colpo di scena
Fortuna volle che qualcosa andasse storto, mandando presto in fumo il piano criminale, concepito da vandali scatenati. Il risvolto peggiore si registrò, tuttavia, l’indomani, con un risveglio da incubo per molti residenti, che scatenò esasperazione e rabbia nei proprietari dei veicoli coinvolti, specialmente una volta scoperti i danni e calcolato il salasso necessario per ripararli. Ma a mettere un freno all’escalation di danneggiamenti, tornando al colpo di scena che invertí il finale, fu la vettura della banda che, lasciata a Borgo Maggiore, lasció tutti a piedi a causa di un guasto, boicottando così il modus operandi dei sette. Da questo intoppo era partita una memorabile caccia all’uomo, condotta dalla gendarmeria, assieme agli uomini della polizia civile, dopo l’avvistamento di sette persone dai modi sospetti, decise a allontanarsi in tutta fretta da San Marino.
Una volta raggiunto e bloccato il gruppetto, erano scattate le perquisizioni di rito che avevano portato al rinvenimento di un’attrezzatura da scasso completa, e perfino di una pistola sparachiodi.
Il processo
Ora arriva la sentenza che vede fioccare per i tre imputati maggiorenni pene che vanno da 5 mesi e 10 giorni fino a 2 anni e 8 mesi di reclusione. Altro capitolo riguarda, invece, un quarto soggetto coinvolto che, già nell’udienza iniziale del processo, aveva concordato una pena di un anno e 10 mesi tramite patteggiamento, mentre è stata assolta l’unica donna del gruppo, difesa dall’avvocato, Enrico Graziosi. Prosciolti infine i due ragazzi, all’epoca dei fatti 17enni, dichiarati “non imputabili” su richiesta della Procura del Fisco.