San Marino, “per la naturalizzazione devi conoscere la nostra storia e la lingua italiana”: al via i test online

San Marino
  • 24 marzo 2026

La conoscenza della lingua italiana è un requisito fondamentale per ottenere la cittadinanza per naturalizzazione. Oltre alla lingua, i richiedenti dovranno dimostrare di conoscere anche la storia e le istituzioni sammarinesi. Sono stati illustrati ieri presso la Segreteria di Stato agli Affari Interni i contenuti e le modalità applicative del nuovo regolamento in materia di naturalizzazione.

Il testo

Il cambio di passo è stato siglato nel febbraio scorso, il Consiglio ha approvato una nuova legge che abroga l’obbligo di rinuncia alla cittadinanza d’origine per i naturalizzati. Il nuovo quadro normativo non prescinde però da un punto fermo: la presentazione della domanda è subordinata al possesso di nuovi requisiti come la conoscenza dell’italiano a un livello minimo intermedio dimostrabile mediante certificazioni o determinati titoli di studio. È inoltre previsto il superamento di una prova scritta a risposta multipla, per verificare la conoscenza della storia della Repubblica, delle sue istituzioni e dei valori che regolano l’Ordinamento sammarinese. La prima si svolgerà il 18 aprile e si intenderà superata con il conseguimento di almeno due terzi delle risposte corrette. In caso di esito negativo, sarà possibile ripetere l’esame nelle sessioni successive dopo nuova iscrizione. Sono tra l’altro previste deroghe agli obblighi per gli over 80 con un occhio di riguardo per i minori, sciolti dall’obbligo del test sulle istituzioni e in caso di acquisizione automatica anche dalla dimostrazione linguistica. Il Regolamento disciplina infine le modalità di iscrizione al test stabilendo che le procedure siano effettuate solo in modalità online su Iol, dopo il pagamento di 30 euro. All’interno del portale istituzionale è inoltre disponibile, materiale elaborato da esperti e docenti, utile alla preparazione richiesta, e comprensivo di dispense. Ad esprimere soddisfazione è Andrea Belluzzi, segretario per gli Affari Interni: «Con questo regolamento compiamo un passo significativo verso un sistema più moderno, trasparente e inclusivo».

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