San Marino, opposizioni sulle barricate per caso Bsm e associazione Ue: “Commissione d’inchiesta azzerata, il segretario Beccari si dimetta”

San Marino

Dopo l’acceso dibattito consiliare sull’istituzione dei una commissione d’inchiesta sull’affare bulgaro, le forze sammarinesi di opposizione (Domani – Motus Liberi, Repubblica futura e Rete) hanno tenuto ieri una conferenza stampa congiunta per denunciare il metodo con cui la maggioranza ha imposto la propria linea, e per affrontare l’ultimo capitolo della vicenda bulgara: il veto sollevato dalla Bulgaria sull’Accordo di associazione con l’Unione europea dato per imminente sino a qualche settimana fa. Una contromossa, quella della minoranza che secondo Rf arriva «a seguito di uno strappo istituzionale gravissimo e senza precedenti negli ultimi vent’anni. La maggioranza avrebbe azzerato l’iniziativa legislativa dell’opposizione, bloccando in modo del tutto antidemocratico il progetto di legge per una commissione d’inchiesta celere e paritetica.

Le bordate

In particolare, l’esponente di D-Ml, Gaetano Troina si mostra fermo sui due fronti. Sulla commissione la motivazione del rispetto delle proporzioni numeriche non regge, a suo avviso, davanti alla delicatezza dei temi da affrontare. «Visto che risultano esserci collegamenti con alcuni esponenti della forza politica di maggioranza relativa, il fatto che sia proprio quel gruppo ad avere la componente più significativa all’interno della commissione è problematico». Per Giovanni Zonzini (Rete) «più che di una commissione d’inchiesta si tratta di una commissione di insabbiamento».

Quanto all’affare bulgaro la posizione di D-Ml è chiara: «Le dimissioni del segretario agli Esteri, Luca Beccari vanno chieste per come è stato gestito tutto il percorso, compresa comunicazione politica, e considerata l’incidenza sulla questione dei collegamenti familiari tra il segretario e chi era presidente dell’ente Cassa di Faetano (Marco Beccari, padre del segretario, ndr): si è creato un cortocircuito di cui rischia di pagare le conseguenze l’intero Paese».

E sull’acquis europeo rincarano: «Ci è stato detto che si trattava di questioni tecniche temporanee. Ora si parla di lavoro diplomatico. Diventa una barzelletta. La cittadinanza è sempre più confusa e avvilita e chi ci guarda da fuori comincia a riderci dietro». Dopo il terzo stop all’intesa con l’Ue dettato dalla Bulgaria all’Efta, anche Enrico Carattoni di Rf non lesina critiche a Beccari «che – non la manda a dire – deve prima raccogliere i cocci e poi assumersi le responsabilità».

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