Attrarre investitori privati per aumentare le strutture ricettive. È questa la priorità per il 2027 espressa dal segretario di Stato per il Turismo, Federico Pedini Amati.
San Marino, oltre 2 milioni di turisti, ora si cresce: “Servono più strutture di qualità”
Segretario, facendo un bilancio a questo punto della legislatura, qual è il risultato più significativo che ha mietuto la sua Segreteria e perché?
«Credo che il risultato più significativo sia quello che riusciamo ad ottenere con una strategia attenta e il lavoro costante di tutti gli uffici, ovvero tenere sempre alta l’attenzione sul settore, sulle iniziative e sulla promozione, con l’obiettivo di confermare l’afflusso turistico e il valore del comparto per l’economia del Paese. Dal 2023 San Marino ha superato i 2 milioni di visitatori, raggiungendo il dato più alto dal 2008. Ma ciò che considero ancora più importante è aver costruito, insieme agli operatori e alle istituzioni, una consapevolezza nuova: il turismo non è soltanto accoglienza, è economia, occupazione, promozione internazionale, valorizzazione del territorio e capacità di attrarre investimenti. Abbiamo lavorato per ampliare il calendario degli eventi, diversificare l’offerta, rafforzare la promozione sui mercati esteri e valorizzare sempre di più San Marino come destinazione capace di offrire esperienze differenti durante tutto l’anno».
Quasi cento eventi nel 2026, tra musica e motori, cosa si prospetta per l’anno venturo?
«Gli eventi nella Repubblica funzionano. Funzionano la musica e l’arte, l’enogastronomia, funzionano i raduni e ovviamente funzionano le rievocazioni e le iniziative legate alle peculiarità del nostro territorio. I turisti apprezzano la nostra proposta e anche dai territori limitrofi scelgono sempre più spesso di trascorrere del tempo a San Marino. Per il 2027 vogliamo quindi proseguire su questa strada potenziando i nostri eventi principali e inserendo in calendario qualche nuova proposta. Principalmente vogliamo puntare sulla capacità degli eventi di generare permanenza, consumo sul territorio e conoscenza della destinazione. Il nostro obiettivo non è semplicemente portare persone sul Titano per qualche ora. È convincerle a fermarsi, a tornare, a raccontare San Marino e a considerarla una destinazione da vivere più volte».
Turismo, mai così dal 2008 con il 2025 che ha superato la soglia storica dei 2,1 milioni di visitatori. Come potenziare ancora le infrastrutture, in primis le strutture ricettive?
«Questo è probabilmente il passaggio più importante che abbiamo davanti. Servono investimenti affinché San Marino possa accogliere una crescita ulteriore del turismo. Abbiamo bisogno di aumentare la capacità ricettiva, soprattutto quella alberghiera di qualità, e contemporaneamente di continuare a sostenere le forme di ospitalità diffusa che in questi anni hanno dimostrato una grande vitalità. Nel 2025 i posti letto sono cresciuti del 5,6%, arrivando a 2.193 grazie soprattutto all’apertura di strutture extra-alberghiere, ma sappiamo che non è ancora sufficiente. Gli investimenti di cui necessitiamo sono quelli privati, noi come Segreteria di Stato possiamo solamente lavorare per creare le condizioni affinché gli imprenditori trovino un territorio in salute. A tal proposito direi che quanto certificato annualmente dagli organismi internazionali, FMI in primis, dovrebbe essere più che sufficiente per confermare la salute del settore turistico sammarinese. Mettiamo in campo anche l’impegno per migliorare l’infrastruttura pubblica: mobilità, parcheggi, nuove attrazioni, nuove esperienze, servizi».