Brusco stand-by per l’accordo tra Titano e Ue. Una riserva posta dalla Bulgaria in sede Efta (il gruppo Europa libera associazione) ha fatto slittare la già prevista discussione al Coreper (comitato dei rappresentanti permanenti presso l’Ue) circa l’intesa di associazione.
La notizia, apparsa martedì sera sul portale Insider.sm, è stata confermata ieri dalla segreteria di Stato per gli Esteri. Il “niet” bulgaro, legato a dinamiche bilaterali, ha congelato il via libera del consiglio rendendo nebulosa la firma che era fissata al massimo entro luglio. Le tensioni sembrano legate alla recente vicenda della fallita scalata alla Banca di San Marino da parte della Starcom, Holding bulgara guidata dall’imprenditore Assen Christov che aveva firmato un preliminare per l’acquisto del 51% dell’istituto offrendo oltre 36 milioni di euro e depositandone 15 milioni come anticipo. L’operazione è stata bloccata dalle autorità sammarinesi a seguito di segnalazioni dell’Agenzia di informazione finanziaria per sospette irregolarità, tra cui ipotesi di corruzione privata, riciclaggio e amministrazione infedele. Da qui la contromossa di Starcom che ha notificato la volontà di affidarsi a un arbitrato internazionale contro San Marino, chiedendo 150 milioni di euro per danni economici, reputazionali e costi legali. Non manca tuttavia lo spiraglio per una soluzione amichevole, considerando un periodo di sei mesi, a partire dallo scorso aprile, prima che l’arbitrato diventi definitivo.