San Marino, Mina e Selva: il giuramento dei nuovi Reggenti

San Marino

«Difesa dei diritti umani, democrazia e Stato di diritto». Sono questi i punti chiave al centro del programma della nuova coppia reggenziale del Titano, formata da Alice Mina e Vladimiro Selva. Forte in particolare l’accento sulla tutela dell’ordinamento costituzionale, definito «patrimonio immateriale» che distingue e caratterizza il Paese in ambito multilaterale e che rafforza «quel ruolo di mediazione, di pacificazione e di difesa dei capisaldi del diritto, che la comunità internazionale ci riconosce». Non sono mancati poi riferimenti alle guerre in corso e all’importanza del ruolo di San Marino come portatore di pace e dialogo.

I reggenti si sono detti tra l’altro contrari «all’eventuale sopravvento di logiche unilaterali e dinamiche di potenza, che inducono al progressivo svuotamento dei diritti e dei principi condivisi di pace e sicurezza internazionale», con il rischio di una vera e propria disaffezione culturale «nei confronti del diritto internazionale, poiché costantemente ignorato e violato».

Valori senza tempo

Del semestre che volge alle spalle, la suprema magistratura ripercorre i risultati più significativi raggiunti: dal perfezionamento delle procedure di riconoscimento dello Stato di Palestina, «in un’ottica di pieno sostegno alla soluzione dei due Stati, Israele e Palestina» che si pone in coerenza con il tradizionale orientamento di neutralità attiva della Repubblica. Richiamata inoltre, nel caso dell’Iran, «la condanna di ogni forma di repressione, di discriminazione e violazione delle libertà fondamentali nei confronti di un popolo che lotta con coraggio per la democrazia». Un’attenzione alla quale, ribadiscono, non può che affiancarsi la cura «più ampia verso tutte le donne che, in altri contesti internazionali, continuano a vivere in condizioni di grave privazione dei diritti».

Verso l’Europa

Infine uno sguardo al futuro in Europa: San Marino è oggi prossima al raggiungimento del processo di integrazione europea, attraverso lo strumento dell’Accordo di associazione, «che - ricordano - lo condurrà ad ottenere uno status maggiormente tutelante e a misurarsi con un sistema di garanzie e di regole proprie del mercato unico».

Infine i capitani reggenti avvertono il dovere di rivolgere un pensiero accorato a quanti vivono in condizioni di fragilità, dichiarandosi pronti «a rafforzare garanzie e servizi, accompagnando il percorso di autodeterminazione, di pieno raggiungimento delle pari opportunità e di vita indipendente», valorizzando le reti di solidarietà «e quel senso di appartenenza, che - terminano - costituisce la vera forza del nostro Paese».

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