San Marino, la previdenza e il nodo dei contributi non pagati: “Problema tutt’altro che risolto”

Contributi previdenziali non versati, emergono zone d’ombra inquietanti: «Le imprese non temono le azioni di recupero crediti». Sale sulle barricate Csdl (Confederazione Sammarinese del Lavoro) tornando a denunciare quella che definisce una vera e propria emergenza «che colpisce i diritti dei lavoratori».

Ma facciamo un passo indietro.

Nella scorsa sessione consiliare, la segreteria di Stato per la Previdenza ha risposto ad una interpellanza presentate da Rete sugli ammanchi contributivi. Analoghe risposte erano state fornite nel 2023 e nel 2025.

Sul piano del numero delle maggiori morosità, spiccano le omissioni che riguardano la Gestione separata: ovvero i contributi dovuti dagli amministratori delle società sul proprio compenso. Ma il sindacato non fa sconti.

«Le leggi vanno rispettate sempre - ricorda - a prescindere dal danno prodotto dalla violazione» considerando inoltre la concorrenza sleale nei confronti di chi paga tutto «fino all’ultimo centesimo».

I numeri

Veniamo ai dati: dall’agosto 2023 al marzo 2026, i morosi non residenti sono passati da 1.978 a 2.074, mentre l’importo non versato relativo al primo pilastro ed a Fondiss è salito da 4,9 a 5,4 milioni; i morosi residenti sono invece scesi da 615 a 495 e l’importo non versato si è ridotto da 1,07 milioni a 963mila euro. Infine la notizia choc: «Se ad ogni contribuente moroso corrispondesse una società inadempiente e queste fossero tutte attive, informazioni finora non specificate, significherebbe che oltre l’80% delle imprese operative in forma societaria (3.183 al 28 febbraio scorso) non sono in regola con il pagamento dei contributi per l’amministratore».

Ne deriva la richiesta «di un cambio di registro» oltre al confronto tra Governo e parti sociali.

Il commento di Rete

Dai banchi dell’opposizione rincara la dose Rete evidenziando un paradosso: «Il Governo chiede di pagare più Igr a tutti ma non fa nulla per recuperare queste somme».

Nel Bilancio 2025 era stata approvata una norma che introduceva un Alert automatico che, al terzo mese di mancato versamento dei contributi previdenziali, informava il dipendente dell’inadempienza del datore di lavoro. Un primo passo nella direzione giusta che però da solo non basta. Proprio come, incalzano, non sarà sufficiente un regolamento attuativo sul tema. Da qui la promessa di battaglia.

«Anche se il Governo rivolge lo sguardo altrove, continueremo a sbandierargli davanti agli occhi i numeri, che dimostrano come il problema sia ben lungi dall’essere risolto».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui