«Domani-Motus liberi crea un precedente pericoloso per la democrazia. Nessuno può mettere un prezzo al dissenso». È questo in sintesi il punto saliente dell’intervento che la consigliera indipendente di Opposizione, Michela Pelliccioni, ha effettuato ieri nel comma comunicazione in seno al Consiglio grande e generale. Ma facciamo un passo indietro. Eletta nelle file di Domani-Motus Liberi, Pelliccioni nel luglio 2025 lascia il partito per divergenze politiche decidendo però di mantenere il seggio consiliare. Una scelta che, di recente, ha spinto D-Ml a avviare un’azione legale contro la consigliera notificandole una citazione in giudizio con richiesta di risarcimento danni sino a 50mila euro.
San Marino, l’ex consigliera e la richiesta di danni fino a 50mila euro: “Nessuno può mettere un prezzo al dissenso”
Una questione politica
La consigliera respinge l’idea che si tratti di un rapporto tra privati regolato da un contratto e previsto dallo statuto trattandosi di un consigliere della Repubblica con una vicenda che va a incidere «sulla sua possibilità di esercitare il mandato, le proprie scelte e l’autonomia politica». Sposta quindi l’attenzione su un caso «che – sottolinea - riguarda quest’Aula, a cui non chiedo di sostituirsi al Tribunale, le sue prerogative e la qualità della nostra democrazia». A suo avviso la libertà politica non può dipendere dal conto in banca di chi la esercita e non è ammissibile intimidire chicchessia. «Il diritto di dissentire – rimarca - non può essere un privilegio riservato a chi ha le risorse per affrontarne le conseguenze. Un consigliere deve poter cambiare idea e lasciare un partito qualora ritenga che non rispetti più il patto politico in base a cui aveva chiesto e ottenuto il consenso dei cittadini».
Poi l’affondo: «D-Ml sta costruendo un precedente: quale consigliere si sentirà libero di dissentire, sapendo che il prezzo può essere una causa da decine di migliaia di euro? È questo il biglietto da visita con cui vogliamo presentarci all’Europa?».