San Marino, l’Afis: “Disabilità e assistenza dei familiari tutelare i diritti sociali dei frontalieri”

San Marino

«Tutelare i frontalieri richiedendo i diritti sociali connessi alla disabilità e all’assistenza dei familiari».

È questo uno fra i primi obiettivi prefisso per il 2026 per Afis (Associazione frontalieri Italia–San Marino) come segnala il presidente Massimo Ceccaroli.

Ceccaroli, quali sono i risultati siglati da Afis nell’anno che si è appena concluso?

«Il traguardo più significativo del primo anno associativo è stato conseguito di recente. Desideriamo esprimere un ringraziamento pubblico all’onorevole Beatriz Colombo (esponente di Fratelli di Italia, ndr). Grazie alla sua attenzione e all’intervento presso la Camera dei deputati, è stato possibile inserire un ordine del giorno nell’ambito della Legge di Bilancio 2026. Tale atto riveste un’importanza strategica e mira a prevenire in modo definitivo le situazioni di doppia imposizione ai danni dei pensionati e a chiarire una volta per tutte in applicazione della Convenzione bilaterale Italia–San Marino il significato di “pensione di sicurezza sociale”».

Quale sarà il primo obiettivo del 2026?

«L’obiettivo è favorire un’applicazione uniforme delle norme sull’intero territorio nazionale, superando l’incertezza interpretativa che finora ha generato disomogeneità e contenziosi. Intanto ringrazio sostenitori e iscritti: nulla di quanto realizzato sarebbe stato possibile senza il sostegno delle persone. Pur disponendo di risorse economiche limitate, l’Afis ha ritenuto doveroso confermare il proprio impegno verso la comunità provvedendo, comunque, a rinnovare a titolo gratuito il tesseramento per coloro che si sono iscritti nel 2025».

Priorità operative?

«Se il 2025 è stato un anno di avvio e costruzione, il 2026 dovrà essere un anno di consolidamento e risultati, pur nella consapevolezza delle difficoltà che permangono. Priorità assoluta è trasformare l’odg di Colombo in un provvedimento attuativo o in una norma di legge chiara e definitiva, che ponga termine alla doppia tassazione e alle conseguenti richieste nei confronti dei pensionati. È necessario tutelare i pensionati non soltanto sul piano economico ma anche su quello umano: è inaccettabile che debbano vivere nell’ansia di ricevere atti e cartelle esattoriali».

Altre esigenze?

«Chiediamo parità di trattamento rispetto ad altri contesti di frontalierato: non è giustificabile che cittadini italiani che hanno lavorato in Stati diversi, come ad esempio nell’area ligure, nel Principato di Monaco o in Francia, ricevano discipline e tutele differenti, rispetto a chi ha lavorato a San Marino. Chiediamo equità, certezza del diritto e uniformità applicativa su tutto il territorio nazionale. Nel 2026 intendiamo rafforzare ulteriormente la nostra capacità di rappresentanza divenendo un interlocutore per i cittadini sammarinesi che lavorano in Italia».

Si prospettano novità?

«Sono in corso interlocuzioni con fondazioni e enti erogatori che promuovono bandi di finanziamento per iniziative a carattere sociale per individuare opportunità e strumenti utili a sviluppare progetti a favore delle famiglie dei frontalieri e della cittadinanza. Nel 2026 l’Afis riprenderà con determinazione anche gli altri punti previsti dallo Statuto tra cui: Legge 104, assegni e misure di sostegno familiare, diritti sociali connessi alla disabilità e all’assistenza dei membri del proprio nucleo. Afis proseguirà con serietà e determinazione affinché il confine non rappresenti una barriera che sottrae diritti ma un ponte che li riconosce e valorizza. Il percorso resta impegnativo ma la direzione è chiara. Ora non siamo più invisibili».

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