San Marino, in arrivo una trentina di profughi dalla Palestina

San Marino
  • 28 gennaio 2026

Decreto Palestina approvato all’unanimità, San Marino pronta ad accogliere una trentina di profughi: «Così confermiamo impegno umanitario e accoglienza responsabile».

Con 44 voti favorevoli su 44, il Consiglio Grande e Generale ha dato il via libera al Decreto-Legge sulla Palestina, «ponendo fine a una fase di confronto politico intensa e a tratti fortemente polarizzata».

Il provvedimento si inserisce «nella tradizione di solidarietà, accoglienza e responsabilità internazionale che da sempre caratterizza la Repubblica e rappresenta una risposta concreta alle gravi emergenze umanitarie generate dal conflitto in Medio Oriente, in particolare nella Striscia di Gaza»

Tensione alle stelle

Al termine, la maggioranza si è levata qualche sassolino dalle scarpe. «Il percorso parlamentare non è stato privo di difficoltà» considerando i momenti «di forte tensione» vissuti dall’aula fino ad uno stallo durato due giornate, «a seguito delle critiche e delle prese di posizione dell’opposizione, che ha duramente contestato il decreto e gli emendamenti proposti». Interventi bollati come strumentali, in quanto condotti «da chi ha voluto ergersi a paladino della difesa dei profughi, rinunciando però ad una riflessione oggettiva sulle condizioni necessarie all’accoglienza, che hanno rischiato di compromettere l’approvazione nei tempi necessari di un atto così urgente». Se non altro «il confronto ha permesso di chiarire le preoccupazioni emerse, ribadendo che l’accoglienza deve avvenire in modo ordinato, responsabile, sicuro e rispettoso sia delle persone accolte sia del contesto sociale sammarinese». Una posizione che ha trovato la convergenza anche delle forze di opposizione, «che hanno scelto di esprimere voto favorevole sul provvedimento». Una decisione a cui plaude il Collettivo San Marino per la Palestina che auspica «la celerità dell’iter» segnalando la generosità dimostrata da tanti sammarinesi «che si sono offerti come volontari per l’accoglienza e l’integrazione delle famiglie di rifugiati, per mettere a disposizione beni di prima necessità o per confermare la propria vicinanza alle attività che il Collettivo porta avanti dal 2023». Una vicinanza, concludono abbandonandosi a un duro sfogo, «che rappresenta la risposta concreta a chi in queste settimane è impegnato a lanciare invettive razziste e xenofobe sul web».

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