San Marino, il pedofilo verso i Cappuccini, il comitato genitori: «Inaccettabile»

San Marino

Il Governo accoglie la richiesta di trasferimento del pedofilo Steven Raul James a San Marino. Monta l’indignazione dei Genitori sammarinesi: «Decisione moralmente grave, sbagliata e offensiva». Dopo quattro mesi di detenzione, trascorsi in parte a Rimini e in prevalenza a Pesaro, James sarà trasferito al carcere dei Cappuccini sul Titano. Arrestato a Riccione il 23 agosto 2025 e condannato in via definitiva per reati di pedofilia avvenuti nel 2021 in un Football Camp di Carpegna, dove era animatore, il 27enne ha compiuto violenza su quattro minori di età compresa tra i 10 e gli 11 anni.

La decisione

La decisione è stata adottata dal Congresso nella seduta del 13 gennaio scorso e poi formalizzata attraverso una prima deliberazione dell’Esecutivo che ha accolto la richiesta avanzata dal 27enne «affinché possa scontare in territorio sammarinese la pena residua inflitta dall’autorità giudiziaria italiana», ai sensi della Convenzione di Strasburgo del 21 marzo 1983 ratificata dal Titano il 31 marzo 2004 e con successivo decreto del 22 giugno 2004. Il tutto «senza alcuna possibilità di conversione o riduzione assicurando che il percorso rieducativo e punitivo si concluda come previsto il 22 dicembre 2029». In parallelo è stata nominata una commissione tecnica amministrativa composta da tre membri per redigere una relazione entro 60 giorni prorogabili. Due i rappresentanti delle forze di maggioranza, gli avvocati Daniele Cherubini e Gianna Burgagni mentre l’opposizione, che ha diritto ha un rappresentante, non ha fatto pervenire nominativi. «L’obiettivo – concludono - è blindare l’ordinamento affinché i controlli sulle pendenze penali siano stringenti e ineludibili con particolare attenzione ai reati commessi in altri Stati».

Le polemiche

La decisione ha sollevato un’ondata di proteste, in primis dal Comitato genitori sammarinesi che aveva presentato varie Istanze d’Arengo a tutela dei minori lo scorso 5 febbraio. «La scelta rafforza una percezione ormai diffusa: che scontare una condanna a San Marino possa risultare più favorevole e che davanti a reati di estrema gravità il rigore venga sacrificato. Il messaggio che ne deriva è devastante, mina la fiducia nelle istituzioni e alimenta la sensazione che la tutela dei bambini non sia una priorità assoluta. Ancora più inaccettabile il grave silenzio che continua a circondare l’intera gestione della vicenda».

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