Tutela delle madri studentesse o disoccupate ma anche riconoscimento della figura del caregiver. Ruota attorno a questi punti il progetto di legge a sostegno della famiglia e sul contrasto alla denatalità analizzato ieri del Consiglio. L’attenzione si focalizza sull’articolo 3 quando Gaetano Troina (D-Ml) contesta che le misure a favore dei lavoratori autonomi «rimangano troppo limitate». Il segretario di Stato competente Stefano Canti chiarisce che la norma punta a sostenere chi ha avviato la propria attività «da meno di tre anni».
San Marino, il consiglio riconosce ufficialmente la figura del caregiver familiare
I dettagli
L’aula si trova concorde nell’esigenza di rimuovere gli ostacoli che frenano le famiglie nella scelta di avere figli. Con l’articolo 4 viene introdotta la possibilità per madre e padre di usufruire contemporaneamente dei periodi di astensione, mentre l’articolo 5 interviene sulle indennità garantendo una soglia minima anche alle lavoratrici part-time. Con l’articolo 6 il sostegno economico alla maternità viene esteso anche alle donne che non lavorano e non percepiscono ammortizzatori sociali. Riguardo al congedo di paternità, che passa da 10 a 20 giorni retribuiti, Enrico Carattoni (Rf) ricorda la proposta di aumentarlo a 90 giorni e critica l’assenza di tutele analoghe per i lavoratori autonomi. Canti interviene quindi spiegando che i 20 giorni spettano comunque al padre, mentre l’accordo con il datore di lavoro riguarda i secondi 10 solo quando vengono frazionati a ore. Quanto al congedo parentale, che viene rafforzato sia sul piano economico sia sul riconoscimento della carriera Sara Conti (Rf) solleva il dubbio che possa crearsi «una discriminazione al contrario tra donne» penalizzando chi non ha figli e continua a lavorare.
Plauso al nuovo sostegno economico alle studentesse madri non lavoratrici iscritte alle superiori o all’università ma da Rf Matteo Casali pone il nodo della possibile differenza di trattamento rispetto alle madri disoccupate che ricevono un sostegno inferiore. Viene poi allargato il congedo per chi assiste un familiare con grave disabilità o patologia: cade infatti il vincolo che imponeva anche alla persona assistita di risiedere a San Marino. Infine l’introduzione nell’ordinamento sammarinese della figura del caregiver che Canti definisce «l’elemento qualificante di questa modifica di legge».