Il 28 luglio non è una semplice ricorrenza del calendario.
È il giorno in cui San Marino ritrovò la propria libertà con la caduta del fascismo. La ricorrenza, molto sentita dai sammarinesi, commemora gli eventi del 28 luglio 1943, quando la popolazione si mobilitò organizzando un grande comizio spontaneo nel Teatro Concordia di Borgo Maggiore. Cittadini di ogni età ed estrazione sociale invocarono e ottennero lo scioglimento formale del Consiglio fascista e la nascita di un governo provvisorio ripristinando la democrazia dopo due decadi di regime.
Proprio il giorno precedente, a 48 ore dalla deposizione di Benito Mussolini in Italia, la reggenza aveva proclamato lo fine del partito fascista sammarinese.
La festa
Per il secondo anno consecutivo, Libera e il Partito dei socialisti e democratici organizzano insieme la Festa che, a pochi giorni dal via libera del Coreper all’Accordo di associazione con l’Ue, avrà come tema centrale “San Marino oltre la firma”. A discuterne nell’area dell’ex Tiro a volo di Murata saranno il segretario agli Esteri Luca Beccari, il segretario generale Csdl Enzo Merlini e i presidenti di Anis Emanuele Rossini, di Libera Giuseppe Maria Morganti e del Psd Silvia Cecchetti.
Prevista la presentazione del libro “America, go away!” della giornalista Sara Lucaroni.
Le riflessioni
Con l’occasione il Partito socialista riformista ricorda «che la libertà non è mai definitivamente acquisita ma va custodita ogni giorno attraverso impegno civico, partecipazione e rispetto delle istituzioni» mentre Alleanza riformista sprona a rinnovare l’impegno «affinché la Repubblica continui a essere un esempio di libertà, democrazia e pace». Più caustico il Partito socialista per cui «le insidie per la libertà, democrazia e giustizia sociale esistono ancora ma sono ammantate di apparente legalità. Meno clamorose ma non meno devastanti se esercitate nel campo dei diritti al lavoro, alla casa e al rispetto della dignità attraverso la pratica del clientelismo bieco. Oppure – rincarano – nel non dare corso a Istanze d’Arengo approvate dal Consiglio o negando agli elettori l’opportunità di esprimersi, ad esempio, sull’Accordo di associazione all’Ue». Dall’opposizione Rete nota che “ogni tempo ha il suo fascismo” e serve il coraggio «di cogliere i segnali del presente e contrastarli». A mettere in guardia è infine Repubblica futura: «Ciò che da tempo si riteneva relegato ai libri di storia è tornato di stretta attualità. La guerra non deve essere lo spettro con il quale si confronteranno le giovani generazioni».