«Le parole non sono mai neutre: possono unire o lacerare». Attorno a questa riflessione è ruotato l’indirizzo di saluto pronunciato ieri dai reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva, in occasione della prima sessione del Consiglio Grande e Generale del loro mandato che, iniziato il 1° aprile scorso, si concluderà il 1° ottobre prossimo.
Il messaggio centrale della suprema magistratura dello Stato è stato un richiamo forte ai valori di democrazia, rispetto e pace con un focus sulla responsabilità del linguaggio politico. La coppia ha infatti ammonito l’aula sul fatto «che le parole non sono mai neutre» e possono unire o lacerare il tessuto sociale, invitando quindi a un confronto ordinato e rispettoso. «Qui le differenze non si negano - hanno ricordato - ma si riconoscono; non si cancellano, ma si misurano nel rispetto della dignità reciproca».
Non è mancato un appello all’ascolto reciproco per non incrinare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Istituzioni che, hanno rimarcato, «non si rafforzano soltanto attraverso le decisioni, ma anche attraverso le modalità con cui esse prendono forma».
Il discorso ha inoltre toccato temi di respiro più ampio come la pace, a cui esorta costantemente Papa Leone XIV, al quale hanno manifestato «sincera solidarietà» (dopo l’attacco sferrato dal presidente statunitense Donald Trump, ndr) senza tralasciare punti roventi come l’integrazione europea imminente e la tutela dei diritti umani.