Banca di San Marino guarda al futuro e sonda il mercato in cerca di nuovi investitori. A farsi avanti un gruppo riminese e una holding emiratina. Così l’istituto bancario pone le fondamenta per una possibile svolta, tirandosi fuori dall’occhio del ciclone, dopo la mancata cessione del suo 51% a Starcom, holding bulgara guidata dall’imprenditore Assen Christov, che aveva presentato un’offerta da circa 36,75 milioni di euro. Un’operazione, avviata nel 2025, e di recente finita al centro di un’indagine, tra l’altro, per presunta corruzione e riciclaggio.
San Marino, Holding degli Emirati e un gruppo riminese puntano sulla Bsm
Nuove linee di sviluppo
Ora tra le manifestazioni di interesse già presenti sul tavolo, figurano - secondo quanto riferisce San Marino Rtv - un possibile investitore con “baricentro” nel Riminese e una holding con sede egli Emirati Arabi che vede, nella veste di consulente di alto livello, il sammarinese Federico Cervellini. Solo il primo round? Difficile a dirsi, la certezza è che a esplorare eventuali opportunità di ingresso di nuovi investitori, sia in quota minoritaria che di maggioranza, provvederà Prometeia, società bolognese di consulenza e ricerca per istituti di credito e assicurazioni, su specifico incarico dell’Ente Cassa di Faetano. Da quanto filtrato si parla «di offerte non vincolanti» che dopo le verifiche del caso potrebbero divenire vincolanti, passaggio chiave prima della negoziazione, un volano di crescita, sotto l’egida delle autorità di vigilanza e delle istituzioni del Titano.
A non voltare pagina sembrerebbe ostinarsi la Starcom Holding che, proprio nei giorni scorsi, ha dato la sua versione dell’accaduto, infarcita di frecciate soprattutto riguardo all’accordo tra Unione europea e Titano («Non riusciamo a comprendere - si legge in una nota - come San Marino potrà superare gli ostacoli che si frappongono al suo percorso di associazione»). Con l’occasione mette nero su bianco documenti della battaglia legale attraverso un nuovo sito web «affinché - picchiano duro - la società e le autorità riconoscano che le accuse non costituiscono un verdetto».