«Le prenotazioni turistiche per Pasqua hanno ancora il freno a mano inserito ma le tensioni in Medio Oriente e i rincari dei voli aerei potrebbero giocare a favore delle vacanze di prossimità». Una prospettiva che emerge ascoltando i titolari degli hotel “Rossi” e “Dogana”. «Viaggiamo sul 35-40% dell’occupazione delle camere quindi più indietro rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, quando i numeri si assestavano già sul 60 - 65%, anche se non c’è mai molto anticipo per questo periodo dell’anno», affermano notando che sono già pronti a fare i bagagli «coppie e famiglie intere, provenienti soprattutto dall’estero, in un bel mix che comprende anche francesi e tedeschi». Al contrario gli italiani si muoveranno, come d’abitudine, «all’ultimo momento, mentre i grandi assenti saranno i villeggianti extra Unione europea». In particolare Rossano Ercolani, albergatore e imprenditore, evidenzia «uno stallo in parte dovuto all’improvvisa ondata di forte maltempo, e in parte derivante dalla data della Pasqua, perché quando cade bassa (il 5 aprile, anziché il 20, come nel 2025) le persone prenotano più a ridosso possibile, e solo dopo aver consultato il meteo». La nota positiva, tuttavia c’è. Visto che il calendario non dà spazio a ponti ravvicinati, la partita si giocherà, senza dilemmi amletici, «in quella settimana e con ogni probabilità attingendo, come risorsa plausibile, alla domanda dei territori limitrofi». Quanto al conflitto in Medio Oriente, da un lato potrebbe innescare qualche disdetta, concede, «ma dall’altro, anche se dispiace ipotizzarlo, qualora perdurasse, proprio come avvenuto durante la pandemia, la situazione andrebbe a favore delle destinazioni vicine, escludendo i territori ad Est e, più in generale, determinando, a causa di molteplici timori, la rinuncia alle mete a lungo raggio». La differenza, come detto, la faranno le prenotazioni in zona Cesarini. «Ci aspettiamo telefonate sino al giorno precedente alla Pasqua», fa presente Ercolani, aggiungendo «che la ristorazione farà i conti con minori grattacapi rispetto a noi albergatori, perché la festa imminente prevede per tradizione almeno un pranzo fuori casa». Un assioma, quello su cui punta le fiches, che vale «anche per i sammarinesi comportando risultati e tavolate del tutto slegate dall’andamento turistico e spesso persino dai capricci del clima».
San Marino, gli hotel: “Prenotazioni per Pasqua a rilento ma i rincari dei voli aerei ci aiuteranno”