Giochi del Titano, scarsa trasparenza del Governo e cortina di ferro sui dossier. Le opposizioni del Titano affilano i coltelli sparando a zero.
San Marino, Giochi del Titano, l’opposizione attacca: “Basta con i segreti”
Il caso
Di recente un’inchiesta giudiziaria ha coinvolto la Giochi del Titano, ovvero la società di gestione della casa da gioco della Repubblica, in un presunto sistema di riciclaggio, autoriciclaggio e finte vincite.
Nel mirino degli inquirenti c’è un giro di denaro stimato intorno ai 7,5 milioni di euro.
L’opposizione
Le perplessità di Repubblica futura, Rete e Domani - Motus Liberi sono emerse durante l’incontro di ieri con la Reggenza tornando a puntare i fari sullo scandalo che ha travolto la “Giochi del Titano”. Numerosi i sassolini tolti dalle scarpe delle forze di minoranza allargando il campo a casi del passato. «La Giochi del Titano - ha attaccato Nicola Renzi di Rf – è in toto partecipata dallo Stato, rappresenta una voce di entrata importante nel bilancio pubblico, conta un centinaio di dipendenti e dunque ha un valore troppo grande per giocarcela con un altro scandalo, come con il Des (Distretto Economico Speciale), il caso bulgaro (ossia l’inchiesta scoppiata dopo la fallita acquisizione del pacchetto di maggioranza della Banca di San Marino da parte dell’investitore bulgaro Assen Milkov Christov, ndr), quello del pedofilo (Steven Raul James, animatore e allenatore, arrestato per violenza sessuale aggravata e continuata su quattro minori) o gli insulti ai dipendenti pubblici».
Picchia duro anche Gaetano Troina di D-Ml: «L’impressione – sostiene – è che Governo e maggioranza vogliano gestire il Paese come fosse il loro, lasciando all’opposizione il ruolo di spettatrice senza coinvolgerla come avveniva invece in passato sui provvedimenti più significativi». A parlare di gravi situazioni alla Giochi del Titano che, a suo dire, alleggiavano fin dal 2023 è infine Emanuele Santi, capogruppo di Rete.
Dubbi e veleni
In sintesi i tre partiti hanno manifestato viva preoccupazione per la segretezza imposta, questa la stoccata finale, in generale sui dossier roventi. «Una segretezza – lamenta Renzi - che sta diventando qualcosa che rasenta l’insostenibile, per noi e i cittadini. Noi siamo davvero convinti - termina la sua disanima - che se invece si vuole fare un lavoro virtuoso, la cosa fondamentale sia la trasparenza».