«L’accordo con l’Ue? I giovani saranno i primi beneficiari». Commenta così il segretario al Lavoro sammarinese Alessandro Bevitori il risultato «dalla portata storica» che lunedì scorso ha visto la chiusura di un percorso atteso da oltre un decennio. Molte questioni, come precisa, erano già state affrontate prima della firma, nel progressivo recepimento della normativa europea. Un esempio? «È stata eliminata negli ultimi anni la differenza tra contratti di serie “A” e “B” legati alla questione della residenza. Ora anche l’ufficio del lavoro dovrà attrezzarsi per la possibilità di iscrizione dei lavoratori non residenti ma - chiarisce - si parla di adeguamento e potenziamento dell’esistente, non di impegni gravosi. Busta paga e diritti, intanto, sono uguali per residenti e frontalierato». Quanto ai veri protagonisti in termini di opportunità, «saranno le nuove generazioni vista la possibilità di partecipare a pieno titolo a bandi dell’Ue mettendo al bando certe complicazioni sull’Erasmus». Con l’occasione il segretario ringrazia «l’Italia per il supporto continuo a tutti i livelli, dal presidente Sergio Mattarella alle Regioni Emilia-Romagna e Marche sino alle amministrazioni comunali».
Dalla segreteria agli Interni definiscono la firma «una pietra miliare che apre una nuova fase rendendo il Paese più competitivo, credibile e riconoscibile».
Anche per il Psd questo «è un risultato storico per San Marino e anche un motivo di orgoglio. Per anni - ricordano - abbiamo sostenuto questa prospettiva quando era minoritaria, convinti che l’apertura internazionale fosse la strada per rafforzare l’autonomia del Paese e costruire nuove opportunità. Vedere quella visione diventare scelta condivisa dà valore all’impegno di tanti che ci hanno creduto e hanno lavorato per arrivare fin qui. È giusto festeggiare, riconoscere il contributo di tutti e ricordare da dove siamo partiti. Adesso dobbiamo dare corpo all’Accordo, farlo entrare nella vita quotidiana delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese. Il suo valore si misurerà nelle libertà che sapremo rendere effettive, nelle opportunità di studio e di lavoro, nella possibilità di fare impresa e di partecipare a uno spazio europeo più ampio. Il Psd vuole affrontare questo compito con la stessa visione e la stessa tenacia che hanno guidato il suo cammino europeista».