San Marino, Davide Forcellini 26° al mondo tra gli ingegneri civili: “La curiosità è la chiave della conoscenza”

San Marino

«Senza libertà la ricerca scientifica non esiste». L’ingegnere Davide Forcellini è stato inserito nel ranking mondiale “Top 2% Scientists” di Stanford, posizionandosi al 26° posto globale nel settore dell’Ingegneria civile per l’alto impatto e la qualità della sua ricerca scientifica. Sammarinese del Castello di Serravalle, questo brillante 44enne si è laureato nel 2006 a Bologna con una tesi maturata presso l’Università di San Diego in California. Membro del comitato scientifico dell’Isi (ingegneria sismica italiana), lavora anche come docente presso l’Ateneo del Titano mentre ha in corso varie collaborazioni con altre sedi universitarie: dalla Cina alla Nuova Zelanda sino al Cile e alla Corea del sud.

Forcellini tra le sue ricerche più note ci sono gli studi sulla protezione del Davide di Michelangelo, statua marmorea conservata nella Galleria dell’Accademia a Firenze. Possiamo ripercorrerla assieme?

«Già mentre scolpiva, Michelangelo era a conoscenza che quello usato non fosse un materiale di buona qualità tant’è che ha appoggiato lo stinco destro del suo personaggio a un tronco. Da tempo quella parte, la più debole, presenta delle fessure. Per cui occorreva capire se la presenza dei visitatori nella Galleria potesse aprire o incrementare queste lesioni preesistenti. Motivo per cui, nell’estate di dieci fa, ho condotto assieme a altri studiosi uno studio considerando il giorno di massima affluenza che coincideva con il martedì e quello di chiusura, fissato al lunedì. È così emerso che le vibrazioni prodotte dalla folla non erano più impattanti di quelle dei bus che percorrono piazza San Marco. Non è mancata una curiosità. Tra i rumori di fondo ce n’era uno diffuso che non riuscivamo a identificare finché, nell’inverno seguente un collega ha capito che si trattava del condizionatore. Un dettaglio che mostra come il mio lavoro insegni anche a non fermarsi alle apparenze né ai preconcetti ma a restare curiosi e vigili».

Passiamo alla sicurezza e resilienza sismica della Terza Torre, dove il suo lavoro è giunto alle conclusioni. Cosa è emerso?

«Abbiamo iniziato da questo edificio perché essendo isolato risulta più facile da studiare. Oltretutto, come le altre Torri, sorge su roccia, escludendo problemi di interazione fra terreno e struttura che invece costituiscono criticità importanti riguardo alla vulnerabilità sismica. Posso dire che la Terza Torre gode di ottima salute mentre occorre continuare a analizzare il centro storico. A breve saranno avviati gli studi sulla Statua della Libertà di San Marino dove mi troverò di nuovo fianco a fianco con lo stesso team coinvolto nel monitoraggio del Davide».

Come affrontare le emergenze sismiche?

«È impossibile prevedere i terremoti ma gli ingegneri possono progettare gli edifici (o comunque rafforzare le strutture già esistenti) in modo che resistano a queste calamità oppure che riportino i minori danni possibili rimanendo funzionali, come ad esempio nel caso di un ospedale o di una centrale nucleare».

Cosa consiglierebbe a ragazzi che volessero seguire le sue orme?

«Per i giovani, come diceva la compianta astrofisica Margherita Hack, resta fondamentale la libertà senza la quale non può esistere ricerca. Detto questo, resto il bambino che sognava di costruire ponti con i mattoncini Lego perché, sosteneva Albert Einstein, senza curiosità non esiste nemmeno la conoscenza. Occorre infine la concretezza dello Stato che permetta ai suoi ragazzi di realizzarsi. Purtroppo, nonostante le indubbie potenzialità, il contesto accademico non sempre agevola i talenti ma rischia al contrario di metterli in fuga».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui