San Marino, Conto Mazzini: confermata la confisca dei beni per 9 milioni

San Marino

Conto Mazzini, confermate confische per 9 milioni di euro. Viene sancito così il passaggio allo Stato dei beni e del denaro ritenuti frutto di attività illecite. Battute finali per lo scandalo politico-giudiziario, spesso definito la “Tangentopoli sammarinese”. Il giudice di terza istanza ha respinto, nei giorni scorsi, le ultime impugnazioni, confermando in via definitiva le confische dirette per circa 9 milioni di euro, a carico degli imputati. Alla giornata di ieri risale, infine, la notizia della decisione del giudice delle esecuzioni che rende operative tali confische. Questa decisione chiude il capitolo relativo ai sequestri e alle esecuzioni penali, valutando le impugnazioni presentate contro le decisioni della sentenza d’appello.

Le tappe del processo

L’indagine ha preso il nome da un conto corrente presso la Banca Commerciale Sammarinese, intestato in modo fittizio a un omonimo del patriota Giuseppe Mazzini che ebbe un ruolo chiave nel Risorgimento italiano. Secondo l’accusa, questo conto (corredato da una galassia di libretti al portatore) fungeva da “bancomat” per la classe politica, raccogliendo cifre a sei zeri, stimate fino a 170 milioni di euro nel tempo, e derivanti da corruzione e riciclaggio legate a concessioni bancarie e affari immobiliari. Il primo grado si è concluso nel 2017 decretando pesanti condanne per numerosi ex segretari di Stato e politici di rilievo. Di seguito la sentenza di secondo grado, giunta nel marzo del 2022, ha registrato un ribaltone con un drastico ridimensionamento delle pene detentive, in primis a causa della prescrizione dei reati, pur confermando, in larga parte, la confisca sui beni già in precedenza finiti sotto sequestro. Dopo l’inammissibilità della terza istanza, nel novembre del medesimo anno, arriva ora l’ultimo capitolo della vicenda mentre sono stati dichiarati inammissibili i ricorsi contro le confische presentati dagli ex segretari di Stato Fiorenzo Stolfi, Claudio Podeschi, Pier Marino Menicucci, Pier Marino Mularoni e Gian Marco Marcucci che risultano tutti assolti o prosciolti, nella sentenza definitiva.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui