“Caso bulgaro”, mancano i numeri per attivare la procedura d’urgenza. Nella seduta di ieri del Consiglio grande e generale, a causa dell’assenza di diversi consiglieri impegnati in trasferte istituzionali, non è stato raggiunto il quorum di 39 voti necessario per approvare l’istituzione della commissione con procedura d’urgenza, un’opzione che avrebbe richiesto un’unica lettura. A questo si aggiunge il fatto che è saltata una possibilità di intesa delle forze di maggioranza con l’opposizione (che già aveva criticato la lunghezza delle tempistiche in attesa della chiusura dell’indagine penale) circa la composizione paritetica della commissione. Ora di conseguenza, l’iter procederà per via ordinaria tramite due letture.
San Marino, commissione d’inchiesta sul caso Bsm: saltata la procedura d’urgenza
Le opposizioni
In una nota congiunte le opposizioni (Domani-Motus liberi, Rete e Rf) accusano governo e maggioranza «di proseguire nell’insabbiamento dell’Affaire bulgaro dopo aver forzato la mano».
Viene contestato il fatto che la commissione secondo le forze governative, dovrebbe essere controllata dalla maggioranza, «lasciando una rappresentanza solo simbolica ai gruppi di opposizione». Da qui l’accusa «di voler rimandare il più lontano possibile l’inizio dei suoi lavori, cioè all’inizio dell’anno prossimo, forse nella patetica speranza che i sammarinesi dimentichino lo scandalo». Nel mirino anche la dichiarazione del segretario alla Giustizia, Stefano Canti, secondo la quale «siamo prossimi alla conclusione delle indagini che arriveranno verosimilmente entro fine maggio», lasciando così intendere - picchiano duro dalla minoranza, «che a condurre le indagini sarebbe il Governo stesso e che, comunque, il Tribunale avrebbe anticipato le azioni inquirenti all’Esecutivo, addirittura prospettando una tempistica per la chiusura del fascicolo».
È evidente, chiude la nota, «che la separazione dei poteri e lo stato di diritto, in questo momento, sono stati gravemente compromessi».
Un po’ di storia
La vicenda, spesso definita come “affare bulgaro”, riguarda il tentativo del gruppo bulgaro “Starcom” di acquisire il controllo del settore bancario sammarinese. Nel 2025, la Holding, guidata dal magnate Assen Christov, aveva infatti stipulato un accordo preliminare per l’acquisto del 51% della Banca di San Marino ma l’operazione è stata bloccata dalla magistratura sammarinese a causa di indagini per presunta corruzione e riciclaggio, congelando 15 milioni di euro versati come anticipo. Più di recente i bulgari hanno annunciato l’arbitrato internazionale contro il Titano dando un ultimatum di sei mesi.
Caro carburanti
Intanto nella seduta di giovedì è stato aumentato il rimborso carburanti tramite Smac Card da 15 a 20 centesimi al litro. Il governo ha proposto e ottenuto la proroga della misura fino al 15 maggio respingendo l’emendamento di Rf che chiedeva il termine al 31 maggio. Via libera dall’aula anche al secondo decreto sui carburanti che comporta la riduzione temporanea di 20 centesimi al litro sulle accise di benzina e gasolio anch’essa estesa al 15 maggio.