Al via la Commissione consiliare d’inchiesta sulla vicenda della tentata acquisizione di Banca di San Marino. Stanziati 2 milioni di euro per un eventuale arbitrato internazionale. È stato questo il momento politicamente più rilevante della seduta del Consiglio di lunedì scorso che ha visto la nomina degli otto membri della commissione. Nicola Renzi di Rf ha espresso dubbi «sulla composizione non paritetica tra maggioranza e opposizione» e sui criteri di incompatibilità adottati, auspicando un’indagine «che accerti tutte le responsabilità». Fabio Righi di D-ml ha definito la vicenda «uno spartiacque storico» sostenendo che la commissione dovrà «cercare la verità, non trovare scuse». Gian Matteo Zeppa (Rete) ha chiesto «che non vengano ostacolati gli approfondimenti». La maggioranza ha invece richiamato l’esigenza «di affrontare l’indagine senza pregiudizi».
Il segretario alla Giustizia Stefano Canti ha confermato che la documentazione disponibile «è stata messa a disposizione delle forze politiche e ha ribadito che il compito della commissione sarà solo quello di valutare eventuali responsabilità politiche e amministrative senza interferire con il procedimento penale in corso».
La commissione è stata quindi approvata a maggioranza con 48 voti favorevoli, nessun contrario e due astensioni.