San Marino, Bsm, al via la commissione d’inchiesta: “Urge chiarezza, basta cercare scuse”

San Marino

Al via la Commissione consiliare d’inchiesta sulla vicenda della tentata acquisizione di Banca di San Marino. Stanziati 2 milioni di euro per un eventuale arbitrato internazionale. È stato questo il momento politicamente più rilevante della seduta del Consiglio di lunedì scorso che ha visto la nomina degli otto membri della commissione. Nicola Renzi di Rf ha espresso dubbi «sulla composizione non paritetica tra maggioranza e opposizione» e sui criteri di incompatibilità adottati, auspicando un’indagine «che accerti tutte le responsabilità». Fabio Righi di D-ml ha definito la vicenda «uno spartiacque storico» sostenendo che la commissione dovrà «cercare la verità, non trovare scuse». Gian Matteo Zeppa (Rete) ha chiesto «che non vengano ostacolati gli approfondimenti». La maggioranza ha invece richiamato l’esigenza «di affrontare l’indagine senza pregiudizi».

Il segretario alla Giustizia Stefano Canti ha confermato che la documentazione disponibile «è stata messa a disposizione delle forze politiche e ha ribadito che il compito della commissione sarà solo quello di valutare eventuali responsabilità politiche e amministrative senza interferire con il procedimento penale in corso».

La commissione è stata quindi approvata a maggioranza con 48 voti favorevoli, nessun contrario e due astensioni.

Fronte finanziario

Illustrando il progetto di legge di assestamento, il collega alle Finanze Marco Gatti ha definito il provvedimento una variazione tecnica per recepire gli aggiornamenti dell’andamento finanziario dello Stato in vista della seconda lettura prevista per l’autunno. In evidenza il miglior andamento delle principali entrate tributarie, l’aumento prudenziale di 8 milioni del gettito IGR, la riduzione di 6,5 milioni degli interessi sul debito pubblico. Tra le misure figurano anche l’emissione di ulteriori 50 milioni di titoli destinati alla sostituzione del debito irredimibile detenuto da Cassa di Risparmio, lo stanziamento di 2 milioni per l’eventuale arbitrato internazionale», (punto che ha creato maretta) e 700 mila euro per la partecipazione all’Expo di Belgrado.

La maggioranza ha letto l’assestamento «come la conferma della solidità del percorso avviato negli ultimi anni».

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