Banca Centrale al contrattacco: «Nessun problema di liquidità, vogliamo una rettifica o procederemo per le vie legali». Un altro capitolo si aggiunge al controverso caso finanziario e giudiziario esploso a fine 2025, per la fallita acquisizione di Banca San Marino da parte del gruppo bulgaro Starcom Holding. In particolare Bcsm smentisce le recenti affermazioni del San Marino Group, società satellite di Starcom. «Pur non commentando profili coperti da riservatezza o connessi a procedimenti in corso», Bcsm precisa che non è mai stato costituito un veicolo sammarinese «quale condizione o specifica richiesta per l’operazione di acquisto». Falso inoltre qualunque coinvolgimento della presidente Catia Tomasetti ma anche il presunto contratto con la società sammarinese Ibc.
«L’unico contratto ricevuto dall’Autorità di vigilanza - replicano - riguarda l’accordo con Ente Cassa Faetano, avente ad oggetto l’acquisizione di Bsm».
Altra rappresentazione fuorviante riguarderebbe poi la pressione mediatica e la collaborazione su Varengold Bank a cui è stata chiesta solo «la valutazione della capacità dei bulgari di assicurare la sana e prudente gestione di un intermediario bancario». Liquidata come menzognera anche la sbandierata assenza di criticità sulla compravendita fino al settembre 2025. «Parimenti inaccettabili e false», picchiano duro dal Titano, le rassicurazioni che avrebbe ricevuto l’investitore «circa una presunta valenza preferenziale di Smg e un sostegno istituzionale all’operazione riaffermando al contrario la linea di assoluta indipendenza seguita nella conduzione del vaglio tecnico e negli approfondimenti svolti». Si stigmatizza quindi l’attribuzione all’Autorità di vigilanza di un presunto supporto all’operazione. «Confondere un indirizzo generale in favore dell’ingresso di nuovi investitori con un presunto favore verso specifici investitori - si obietta - costituisce un grave travisamento».
Infine le controaccuse: «Il requisito reputazionale risultava comunque non soddisfatto e sono del tutto infondate le ipotesi circa presunti obiettivi delle Istituzioni tra cui l’esigenza di fornire liquidità a Bsm trattenendo fondi di Starcom».
Peraltro, le somme oggetto di sequestro sono state trasferite secondo la legge su conti intestati all’Autorità giudiziaria presso Bcsm e possono finire confiscate «in caso di condanna» da parte dell’Eccellentissima Camera.