San Marino, Anis lancia la sfida: “L’Iva subito, poi energia e digitale”

San Marino

Dall’introduzione di un sistema IVA «che non è più rinviabile» alle politiche energetiche, fino agli investimenti nell’impianto per il trattamento dei rifiuti e nella digitalizzazione «per modernizzare lo Stato e ridurre la burocrazia».

Sono queste le richieste messe in fila da Anis che ieri mattina ha incontrato i partiti di opposizione nella propria sede.

«Abbiamo sollecitato la classe politica tutta ad individuare quegli interventi che possono permettere al sistema Paese e alle imprese di poter essere maggiormente competitivi e attrattivi, anche per sfruttare al meglio le opportunità che potranno derivare dall’atteso accordo di associazione con l’Ue» spiegano il presidente Emanuele Rossini e il segretario generale William Vagnini. Le trasformazioni in atto e le tensioni a livello globale richiedono, secondo gli industriali, «scelte strategiche per affrontare le sfide che, già oggi, impegnano le singole imprese come tutta la Repubblica».

Priorità e scadenze

In parallelo occorre una programmazione di medio-lungo periodo «per perseguire una crescita davvero significativa del Pil, affinché l’economia reale possa sostenere anche i nuovi interventi di welfare: è necessario quindi che venga prima garantita la crescita, sia in termini di competitività sia di attrattività di nuove iniziative imprenditoriali».

Sul fronte delle risorse necessarie per gli investimenti in opere e infrastrutture strategiche, Anis ha ricordato che oltre a programmare un indebitamento sano dedicato, «saranno disponibili quelle derivanti dalla recente riforma IGR e dal roll over». Condivisa infine l’opportunità «di pianificare, anche con l’opposizione, un confronto continuo sui singoli temi e progetti». Intanto è stato rinnovato il contratto Edilizia sul Titano. Buste paga più pesanti ed un ulteriore scatto di anzianità per oltre mille lavori impegnati in 180 aziende. Buone notizie mentre s’impenna la colonnina di mercurio e il lavoro nei cantieri si fa sempre più complicato per quanti lavorano all’aperto. Le associazioni datoriali, Anis (industriali), Osla (imprenditori) e Unas (artigiani), insieme alle tre organizzazioni sindacali, Csdl, Cdls e Usl, sono giunte a un’intesa il 30 luglio scorso.

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