San Marino, “Affare bulgaro”, rinviati a giudizio nove indagati

San Marino

Nuovo colpo di scena dopo la mancata scalata alla Banca di San Marino da parte di investitori bulgari tra accuse di corruzione e riciclaggio, che hanno portato al sequestro di 15 milioni di euro.

Come riportano i media sammarinesi, sono stati rinviati a giudizio per corruzione privata e amministrazione infedele nove dei dieci indagati, tra cui Andrea Del Vecchio, Marina Manduchi e Assen Christov. Rientrano nello stesso capo d’imputazione anche le società Ibc Srl e San Marino Group Spa. E ancora: Del Vecchio, Manduchi e Alessandro Manduchi Del Vecchio dovranno rispondere dell’accusa di riciclaggio. Passando al cosiddetto “piano parallelo”, per l’ipotesi di attentato contro la libertà delle istituzioni, sono rinviati a giudizio Andrea Del Vecchio, Marina Manduchi, Christov, Federico Cerbella e Silvia Rometti che dovranno affrontare un processo per offesa a pubblico ufficiale.

Franco Norri risponderá di falsa testimonianza, mentre risulta archiviata l’accusa di favoreggiamento mossa nei suoi confronti. Archiviata infine la posizione di Natale Arcuri, accusato di favoreggiamento.

Il commento

E sul caso interviene il legale di Arcuri, Stefano Pagliai. L’accusa nei confronti del suo assistito (avanzata nel marzo scorso) era quella di favoreggiamento, a vantaggio di altri imputati, ossia «consistente nella predisposizione di una “trattativa” funzionale a costringere le istituzioni sammarinesi a corrispondere cifre corrispondenti agli importi sottoposti a sequestro da parte dell’Autorità giudiziaria». Da subito Arcuri ha manifestato disponibilità a chiarire agli inquirenti quanto avvenuto «e la propria totale estraneità a qualsiasi ipotesi di coinvolgimento in condotte penalmente rilevanti».

Nell’ambito della propria pluriennale attività, come afferma l’avvocato, Arcuri «ha sempre mantenuto fermi i principi dell’etica professionale e correttezza istituzionale: capisaldi che anche nella vicenda “bulgara” non sono stati piegati a logiche di interessi privati e tantomeno a logiche di natura illecita come dimostrato e documentato agli inquirenti». Da qui «l’estrema soddisfazione per l’archiviazione della sua posizione».

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