San Marino adotta il suo inno ma il testo subisce modifiche

San Marino

L’inno di San Marino verso l’ufficializzazione. Spartito e testo diventeranno parte integrante di questo simbolo, assumendo valore istituzionale. Il cambio di passo dà attuazione alla legge costituzionale del settembre 2025, che lo aveva inserito tra gli emblemi del Titano assieme a stemma e bandiera.

A differenza di altri inni nazionali, quello composto nel 1894 da Federico Consolo, violinista e compositore, è però privo di testo. Sebbene ne esista uno basato su un’ode di Giosuè Carducci, questo non è mai stato adottato formalmente dal governo.

La svolta

La svolta è arrivata mercoledì scorso, durante la seduta del Consiglio, quando il segretario agli Esteri Luca Beccari ha proposto di abbracciare uno statuto giuridico definitivo con una versione rivisitata delle strofe. Tra le modifiche, volte a scongiurare esecuzioni difformi o usi impropri della musica, spicca l’eliminazione del riferimento alla “gloria d’Italia” e l’introduzione di versi che celebrino la libertà come dono del Santo fondatore.

Scintille in aula

In attesa che il progetto di legge approdi in seconda lettura in aula, Gaetano Troina di D-Ml ha espresso dubbi sulla nuova struttura, reputata troppo sintetica e distante da quella insegnata nelle scuole. Da qui la richiesta di avere lumi sulle decisioni assunte dalla commissione tecnica ma anche la possibilità per i consiglieri di ascoltare l’esecuzione nella sua forma ufficiale. Il collega di partito Fabio Righi ha invitato alla cautela ribadendo l’importanza di una scelta che incide su valori fondanti e quindi destinata a rimanere nel tempo «potenzialmente nei secoli». Dai banchi di Rete, Giovanni Zonzini, pur dichiarandosi favorevole a un testo ufficiale, ha manifestato dubbi su alcuni passaggi, in particolare sul verso “Libertà dono del Santo”. «Essendo nel 21esimo secolo - ha rimarcato - forse sarebbe stato più opportuno inserire un riferimento alla storia concreta del Paese, piuttosto che a un elemento che considero più leggendario».

La maggioranza

Di opinione opposta Manuel Ciavatta (Dc) che ha difeso il richiamo come elemento identitario mostrando poi qualche errore nello spartito. «Se consideriamo quello un elemento puramente leggendario, - ha obiettato - allora dovremmo mettere in discussione anche il nome stesso del nostro Paese».

In risposta Beccari ha fatto presente che il testo nasce da una commissione coordinata dalla professoressa Meris Monti, al lavoro sia sulla parte testuale che sul pentagramma.

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