Da Arbe a Rimini in kayak sulle orme di Marino

SAN MARINO. La passione per il mare, un kayak “sotto braccio” e la voglia di ripercorrere la “storia” osando laddove non si è mai spinto: Marco attraverserà l’Adriatico su una barca più grande da Rimini ad Arbe per poi ripercorrere la rotta del Santo Marino, lo scalpellino dalmata che, in fuga dalle persecuzioni contro i cristiani, proprio dall’isola di Arbe si rifugiò sul Monte Titano dove fondò lo Stato che oggi ne porta il nome. Più di 200 chilometri a “braccio” che il sammarinese Marco Nicolini spera di attraversare in 36-40 ore: «Paura? Solo di non fare in tempo, se il meteo non sarà clemente».

Lui ha 44 anni e una passione per lo sport: la boxe, il wind surf, la canoa, «e la birra», aggiunge lui accennando un sorriso. Affascinato dalle storiche traversate in mare a bordo di una canoa, qualche anno fa ha scoperto la passione per il kayak e dopo allenamenti sempre più lunghi (fino a percorrere viaggi “a braccio” da 300 chilometri, «ma sempre lungo la linea costiera, eh»), ora è pronto all’impresa in mare aperto.

«Dovevamo essere già partiti, ma il tempo non era favorevole e a noi servirebbe una finestra di quattro giorni di mare calmo - spiega Marco -, attraverserò l’Adriatico a bordo di un kayak di derivazione olimpica, quindi pensato per l’acqua ferma. Con onde di un metro starei ore a lottare per l’equilibrio». La tabella di marcia prevede infatti la partenza da Rimini a bordo di una barca d’appoggio: lui, la moglie e due amici a fargli da equipaggio. «Isseremo la canoa a poppa e arriveremo in 17-18 ore ad Arbe - spiega Nicolini -; l’equipaggio si riposerà un po’ e poi partiremo. Io in Kayak, loro in barca al mio fianco».

Mappa alla mano, le miglia da percorrere, “tagliando” l’Adriatico, sono 136: 205 chilometri circa, che possono diventare 250 se si dovesse aggirare un temporale o una zona impervia. «Con le mie condizioni fisiche e il mare piatto, conto di metterci 36-40 ore. Ma pensavo a una cosa più sottotono - si intimidisce Marco -: ora che la voce si è sparsa, con tutta questa aspettativa, l’unica paura che ho è di non farcela in tempo. Il 10 agosto devo tornare al lavoro».

Ma i timori non sono solo quelli del calendario che scorre. «L’Adriatico è basso - spiega Marco -, quindi onde se ne possono formare anche in pieno mare aperto. Non so cosa mi aspetta. Ci provo, e vorrei farcela: sia per ringraziare chi mi ha sostenuto nell’impresa - la Carlo Biagioli Srl e Asset Banca, specifica -, ma soprattutto per divertirmi».

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